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Bp accetta di pagare  l'incalcolabile danno

· La compagnia stanzia 20 miliardi di dollari per le vittime della marea nera ·

La Bp, la multinazionale del petrolio responsabile del disastro ambientale nel Golfo del Messico, ha accettato le richieste del Governo statunitense, deciso sia a ottenere pieni risarcimenti sia a imporre per il futuro politiche energetiche più vincolanti in materia di tutela e conservazione dell'ambiente naturale. Del resto, il disastro nel Golfo del Messico, sia pure di proporzioni gigantesche, non è certo un caso unico. Le trivellazioni in mare, oltre al traffico marittimo delle petroliere, hanno provocato da sempre danni continui e spesso insanabili agli ecosistemi, come dimostrano numerose situazioni nel mondo, a partire da quella nel Delta del Niger.

La Bp, la cui sigla che significa oggi formalmente Beyond Petroleum (oltre il petrolio), il nome che un decennio fa si diede la British Petroleum, ha accettato di finanziare un fondo da venti miliardi di dollari per gli indennizzi alle vittime della marea nera alimentata da quasi due mesi dalla fuoriuscita di greggio dalla falla del pozzo di trivellazione, a millecinquecento metri di profondità, provocata dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Oltre ai venti miliardi del fondo, la Bp ha stanziato cento milioni di dollari per i lavoratori del greggio rimasti a casa per la moratoria sulle trivellazioni.

Al tempo stesso, la Bp ha sospeso il pagamento dei dividendi per quest’anno e si è scusa con il popolo americano «per un disastro che non avrebbe mai dovuto succedere», come si è espresso il presidente della compagnia, lo svedese Carl Henric Svanberg, dopo un incontro durato quattro ore con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, con il vice presidente Joe Biden e con i principali collaboratori del Governo impegnati nella vicenda.

«A Bp preme il destino della gente comune», ha detto Svanberg appena uscito dall'incontro alla Casa Bianca al quale era accompagnato da Tony Hayward, l'amministratore delegato della compagnia, dai loro collaboratori tecnici e giuridici.

Contemporaneamente, Obama informava i giornalisti dell’incontro, definendolo costruttivo. In ogni caso, Obama ha specificato che il fondo di venti miliardi non costituisce un tetto massimo e che sarà gestito in totale autonomia da Kenneth Feinberg. Questi, che ha già amministrato il fondo per le vittime degli attentati dell'11 settembre 2001 a New York e a Washington, è un esperto di arbitrati e si è di recente occupato delle aziende di Wall Street salvate dall'intervento pubblico. Sulla questione era intervenuto poche ore prima anche il premier britannico David Cameron, secondo il quale Bp è preoccupata di dover pagare indennizzi non direttamente legati alla marea nera.

Nelle dichiarazioni rilasciate alla Casa Bianca, Svanberg è incorso anche in un infortunio linguistico, del quale si è poi scusato pubblicamente, quando ha definito «gente di poco conto» quella danneggiata dalla marea nera. «Mi sono espresso goffamente e sono davvero dispiaciuto — ha scritto Svanberg in un successivo comunicato—. Quello che stavo tentando di dire, cioè che Bp comprende come tocchi profondamente la vita delle persone che vivono sul Golfo e che dipendono da esso per la loro sopravvivenza, sarà meglio non tradurlo con le parole, ma con il lavoro che stiamo facendo per rimettere le cose a posto per le famiglie e le aziende danneggiate».

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14 ottobre 2019

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