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Boris Johnson alle strette sulla Brexit

 

Accordo o non accordo con Bruxelles, nella vicenda Brexit una giornata decisiva sarà quella di sabato 19 ottobre, quando i parlamentari sono chiamati dal governo a partecipare ad una sessione speciale al Palazzo di Westminster. È quanto scrive la stampa britannica citando fonti del governo. Secondo «The Guardian», se il premier Boris Johnson si presenterà all’appuntamento con un accordo, i parlamentari, che dovranno esprimersi sul piano, avranno l’opportunità di discuterlo. In caso contrario, Johnson dovrà spiegare come intende portare comunque il paese fuori dall’Ue entro la scadenza del 31 ottobre.

Intanto si parla di dimissioni eccellenti. «The Times» sostiene che almeno cinque ministri del governo di Boris Johnson sono pronti a fare un passo indietro in caso di una Brexit senza accordo.

Intanto da ieri sera il Parlamento britannico ha sospeso i suoi lavori fino al 14 ottobre in vista del tradizionale discorso di Elisabetta ii di fine anno parlamentare, sul programma del governo per i mesi successivi. Questa volta non ci sono state le proteste di cinque settimane fa, quando Johnson ha annunciato l'atto di sospensione, prorogation, scatenando dure reazioni politiche. L’iniziativa è stata poi bocciata dalla Corte Suprema dopo alcuni giorni. Ora, la durata di sei giorni rientra nei tempi previsti dalla prassi istituzionale in attesa del Queen’s Speech.

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