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Borges e il senso del drago

«Ignoriamo il senso del drago — scriveva Jorge Luis Borges nel Manuale di zoologia fantastica scritto con Margarita Guerrero nel 1957 — come ignoriamo il senso dell’universo; ma c’è qualcosa, nella sua immagine, che s’accorda con l’immaginazione degli uomini; e così esso sorge in epoche e latitudini diverse; è per così dire un mostro necessario».

Una delle tavole di Maurizio Quarello trasformate in immagini pop-up

La Biblioteca nazionale centrale di Roma — in collaborazione con CoopCulture e la Galleria Tricromia, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubbblica Argentina, Casa Argentina e l’Istituto Italo-Latino Americano — rende omaggio al Manuale e al suo autore con una mostra, aperta fino al 31 marzo. In «Borges, bestie, carte. Una mostra di zoologia fantastica», allestita a cura di Luca Arnaudo, le tavole a matita dell’illustratore Maurizio Quarello sono state trasformate in pop-up da Luigia Giovannangelo. In occasione dell’iniziativa sono state pensate attività didattiche e di animazione culturale: il 17 marzo Maurizio Bettini, direttore del Centro antropologia e mondo antico dell’università di Siena parlerà di fantasia e mostri, dal nostro più remoto passato ai giorni nostri, cercando di rispondere alla domanda più semplice e più affascinante che le creature fantastiche pongono agli studiosi di mitologia: per quale motivo la fantasia simbolica e narrativa di tante culture ha inventato esseri ibridi, smisurati, inauditi? Anche il drago ha un senso, anche se non sappiamo ancora quale sia.

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20 agosto 2019

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