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Bombe e razzi
sulle elezioni
in Afghanistan

È di almeno due morti e 17 feriti il bilancio di una serie di esplosioni e attacchi con razzi registrati in Afghanistan nel giorno delle elezioni presidenziali.

L’esplosione di una bomba in un seggio nel distretto di Sorkh Rod, nella provincia orientale di Nangarhar, è costata la vita ad almeno una persona e ha provocato il ferimento di altre tre. Il bilancio dell’attacco messo a segno in una scuola è stato confermato all’agenzia Dpa dal consigliere provinciale Sohrab Qaderi. Un’altra esplosione è avvenuta a Kandahar all’interno di una moschea, usata come seggio. Qui, secondo l’ufficiale di polizia Mohammad Qasim Azad, si contano 14 feriti, compreso un agente. Attacchi con razzi nella provincia settentrionale di Kunduz sono costati la vita ad almeno un osservatore impegnato a monitorare il processo elettorale, come confermato dai consiglieri provinciali Ghulam Rabbani Rabbani e Mawlawi Abdullah. Rabbani ha accusato i talebani per gli attacchi, del resto ampiamente annunciati da parte di questi ultimi. Secondo Rabbani gli attacchi «servono a spaventare la gente e farla restare a casa», aggiungendo di avere l’impressione che l’affluenza alle urne a Kunduz potrebbe di conseguenza essere bassa.

Intanto si è appreso che il Pakistan ha deciso di aprire il suo confine con l’Afghanistan, dopo una prima decisione di chiuderlo per motivi di sicurezza, consentendo così agli afghani di tornare al loro paese per votare. Lo ha reso noto in un comunicato il ministero degli Esteri pachistano, spiegando di aver ricevuto una richiesta dal ministero della difesa afghano. Il confine occidentale, scrive Islamabad, è stato riaperto per consentire agli afghani che si trovano in Pakistan «di esercitare il loro diritto al voto nell’elezione presidenziale». Questo malgrado la decisione iniziale di tenerlo chiuso per evitare incursioni di terroristi. Kabul ha spesso accusato il paese vicino di dare rifugio ai talebani in territorio pashtun pachistano: accusa che Islamabad respinge.   

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15 dicembre 2019

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