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Bombe e hacker contro l’Is

· Oscurati siti jihadisti mentre s’intensificano i raid aerei ·

Mentre s’intensificano i raid aerei, soprattutto da parte della Giordania, contro il cosiddetto Stato islamico (Is) si è aperto un altro fronte: quello della rete internet dove gruppi di hacker hanno avviato la loro offensiva contro i jihadisti. 

Dopo la strage del 7 gennaio nella sede parigina del giornale «Charlie Hebdo» hacker che si riconoscono sotto la denominazione Anonymous avevano dichiarato l’intenzione di attaccare e mettere offline «tutti i siti della galassia jihadista». Alla minaccia sono seguiti i fatti e nelle ultime ore sono stati oscurati siti e cancellati account di Twitter e di Facebook riconducibili proprio all’Is. Il fatto è significativo perché il salto di livello del gruppo jihadista rispetto ad altre organizzazioni terroristiche si è manifestato — come sottolineano gli analisti — anche con un incisivo uso della propaganda mediatica. Intanto l’aviazione giordana ha rivendicato di aver ridotto di un quinto la capacità offensiva dei miliziani jihadisti, con cinquantasei obiettivi distrutti dai suoi raid. Anche i peshmerga curdi impegnati sul fronte siriano di Kobane, al confine con la Turchia, hanno conquistato postazioni cruciali.

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15 dicembre 2019

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