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Bombe contro il patriarcato siro ortodosso

· Violenze a Damasco e nell’area del Ghouta orientale ·

Il patriarca siro ortodosso Ignatius Aphrem ii durante la messa a Deir Ezzor (La Croix)

Non conosce tregua la violenza in Siria. Colpi di mortaio sparati da Ghouta orientale, zona controllata dai ribelli, hanno colpito due giorni fa l’area del patriarcato siro ortodosso, nel quartiere di Bab Tuma, provocando almeno due morti e tre feriti.

Il bombardamento — ha reso noto ieri l’agenzia Fides — è avvenuto lunedì 5 febbraio, e ha raggiunto una zona nei pressi della cattedrale di San Giorgio, dove un gruppo di volontari russi aveva da poco distribuito pacchi di aiuti alla popolazione locale. Pochi giorni prima il patriarca di Antiochia dei siro ortodossi, Ignatius Aphrem II, aveva celebrato la messa tra le rovine della chiesa dedicata alla Vergine Maria, nella città siriana di Deir Ezzor, uno dei centri che più hanno subito la violenza del conflitto siriano. Alla liturgia, celebrata sabato 3 febbraio, avevano partecipato anche alcuni membri della locale comunità cristiana, che lentamente cominciano a ritornare nella città devastata, recentemente riconquistata dall’esercito siriano. I colpi di artiglieria esplosi contro il patriarcato siro ortodosso rappresentano l’ennesima conferma che, al di là del calo di attenzione da parte dei media internazionali, il conflitto in Siria è ancora in atto e continua a interessare la stessa capitale. 

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24 marzo 2019

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