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Bombe in attesa della tregua

· Ancora morti nell’est dell’Ucraina prima dell’entrata in vigore dell’accordo siglato a Minsk ·

Vacilla la tregua nell’est ucraino. Nuovi bombardamenti sono infatti stati segnalati oggi nelle città di Donetsk e Lugansk, dopo il faticoso accordo raggiunto ieri mattina a Minsk tra i presidenti ucraino, russo e francese, Petro Poroshenko, Vladimir Putin e François Hollande, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, per una soluzione pacifica del conflitto. 

Lo riporta la Bbc, ricordando che il cessate il fuoco siglato nella capitale bielorussa dovrebbe comunque iniziare a partire dalla mezzanotte tra sabato e domenica prossimi. I bombardamenti hanno provocato almeno dieci vittime civili a Lugansk, bastione dei separatisti filo-russi, mentre Kiev ha denunciato la morte di otto soldati nel Donbass. Altri due civili sono rimasti uccisi a Shchastya, una città a nord-ovest di Lugansk. La crisi nell’est dell’Ucraina è stata al centro delle discussioni al vertice dell’Ue di ieri a Bruxelles. L’obiettivo dei Ventotto, dopo l’accordo sul cessate il fuoco e sul ritiro da martedì delle armi pesanti, è garantirne l’attuazione attraverso un monitoraggio attento in coordinamento con il gruppo di contatto (formato da emissari di Kiev, Mosca e dei filorussi) e con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Inoltre, come sostenuto nella capitale belga da diversi capi di Stato e di Governo dell’Ue, si cercherà di mantenere la pressione sulla Russia per evitare che si ripeta il fallimento del precedente accordo di Minsk: e in questa direzione va la decisione di Merkel di imporre ulteriori sanzioni economiche a Mosca in caso di fallimento delle intese raggiunte. Saranno, dunque, i prossimi giorni a dire se l’accordo di Minsk reggerà. Per ora sembra prevalere un misto di speranza e scetticismo per le troppe ombre rimaste sullo sfondo del negoziato.

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20 febbraio 2020

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