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Bombardata Sana’a

· Distrutti diversi edifici della città vecchia patrimonio mondiale dell’umanità ·

Ancora raid, missili e combattimenti nello Yemen alla vigilia dei colloqui di pace a Ginevra sotto l’egida dell’Onu. Ma il bombardamento di ieri della capitale Sana’a sta suscitando indignazione e proteste soprattutto perché, per la prima volta, i raid hanno colpito la città vecchia.

Soccorritori tra le macerie nella città vecchia di Sana’a (Ansa)

Tre edifici del sito inserito dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità sono stati rasi al suolo, un quarto è collassato sbriciolandosi. La condanna dell’Unesco è stata immediata. La direttrice generale dell’organizzazione, Irina Bokova, si è detta «profondamente rattristata per la perdita di vite umane (sei i morti, nessuno armato né combattente) e per i danni inferti a uno dei più antichi gioielli dell’urbanismo islamico nel mondo». Il missile lanciato su Sana’a è arrivato all’alba nel cuore del quartiere Qasimi: migliaia di abitazioni che hanno più di 2.500 anni, un centinaio di moschee arabescate, hammam suggestivi dal fascino millenario. «Un rumore assordante, un sibilo terribile», hanno raccontato testimoni.

Poi però nessuna deflagrazione, nessun incendio. Le dimensioni del disastro avrebbero dunque potuto essere ben più pesanti: per caso infatti il missile non è esploso e ha raso al suolo solo gli edifici contro i quali si è schiantato. L’allarme lanciato dall’Unesco non è il primo. Già in maggio erano stati denunciati seri danni causati dai bombardamenti sulla città vecchia a Sana’a.

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