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Bomba nel mercato di Afrin

· ​Otto morti nella città della Siria settentrionale ·

Il luogo dell’attacco  nel mercato di Afrin (Afp)

Ancora violenza in Siria. Almeno otto persone sono rimaste uccise ieri in seguito all’esplosione di una bomba in un mercato della città settentrionale di Afrin, nei pressi del confine con la Turchia. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, voce dell’opposizione in esilio a Londra. Si tratta dell’ennesimo attacco del genere nelle aree controllate dalle truppe turche e dai loro alleati siriani, che negli ultimi mesi hanno strappato un’ampia fascia di territorio lungo la frontiera ai miliziani del sedicente stato islamico (Is) e alle truppe curde. La Turchia ha recentemente affermato di voler incrementare l’offensiva per sradicare i militanti curdi, che hanno unito le loro forze alla coalizione internazionale a guida statunitense. Intanto, ieri, Sean Ryan, portavoce della coalizione internazionale guidata da Washington, ha affermato che «i combattimenti contro l'Is nella Siria orientale non sono terminati» e che «ci sono ancora miliziani jihadisti asserragliati tra le campagne di Hajin, lungo l’Eufrate, e il confine con l’Iraq».

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