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​Bolsonaro presidente del Brasile

· Al ballottaggio il candidato di destra ottiene oltre il 55 per cento dei voti ·

Come previsto Jair Bolsonaro ha vinto il ballottaggio svoltosi ieri ed è stato eletto presidente del Brasile. Entrerà in carica il 1° gennaio 2019. Che l’esponente del partito social liberale potesse aggiudicarsi le elezioni era stato, come accennato, ampiamente anticipato dai sondaggi. L’unica incognita era costituita dall’entità della vittoria del candidato di destra sul suo concorrente, Fernando Haddad del Partito dei lavoratori (Pt). Bolsonaro, che al primo turno aveva ricevuto il 46 per cento dei consensi, al ballottaggio ha ottenuto il 55,2 per cento. Haddad ha invece ottenuto il 44,8 per cento, partendo però dal 29,2 del primo turno. Dopo la sconfitta l’esponente del Pt ha dichiarato di volere guidare l’opposizione al prossimo governo, mentre Bolsonaro — affidando le sue reazioni alle reti sociali, attraverso le quali ha peraltro svolto buona parte della sua campagna elettorale — ha ribadito i temi proposti in questi accesissimi mesi che hanno preceduto il voto. «Il Brasile — ha affermato il presidente eletto — non poteva continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l’estremismo della sinistra e ora la verità comincerà a regnare in ogni casa del paese, cominciando dal suo punto più alto, che è la presidenza della repubblica, perché il Brasile ha tutto quello che serve per essere una grande nazione». Al di là di ogni valutazione, la vittoria di Bolsonaro rappresenta un cambiamento radicale per il Brasile, dopo una lunga fase contraddistinta da quattro governi consecutivi del Pt e conclusasi nell’agosto del 2016 con l’impeachment di Dilma Rousseff. A far pendere la bilancia verso il candidato della destra sono stati gli scandali di corruzione che negli ultimi anni hanno segnato la vita politica ed economica del paese, ma soprattutto la promessa di Bolsonaro di combattere con mano dura la criminalità. Contro di lui hanno invece votato quanti hanno beneficiato dei programmi sociali avviati dai governi del Pt e quanti gli rimproverano di usare toni troppo accesi e poco rispettosi delle donne e delle minoranze.

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22 marzo 2019

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