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​Bolivia

La visita di Papa Francesco è in primo luogo una grazia e un dono, che riempie di gioia tutta la popolazione e che sta suscitando grandi aspettative; in particolare, è vissuta come un importante segno di speranza per i settori più vulnerabili della società: i poveri e gli emarginati. Sebbene questi fratelli stiano diminuendo numericamente, costituiscono ancora una grande percentuale della società e sono esclusi dai più elementari servizi di base, il che impedisce loro di condurre una vita degna dei figli di Dio.

Un Bolivia il Pontefice incontrerà una società che negli ultimi anni ha vissuto situazioni di tensione e divisioni. Situazioni che non solo hanno lasciato tracce profonde in campo ideologico e politico, ma si sono anche manifestate in conflitti quotidiani e atteggiamenti ostili tra settori sociali e regionali. Questi problemi sono stati acuiti dalla corruzione nell’amministrazione della giustizia che ne ritarda l’attuazione, o non la fa applicare in modo opportuno; in molti casi la si manipola per raggiungere obiettivi e soddisfare interessi che non s’inquadrano nell’etica.

In questo campo è necessario aprire spazi di dialogo fecondo e costruttivo, basato sull’equità e sulla giustizia, sulla tolleranza e sul perdono, atteggiamenti indispensabili per eliminare la conflittualità che ha caratterizzato i rapporti sociali negli ultimi anni.  

di Sergio Alfredo Gualberti Calandrina
Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra

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22 marzo 2019

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