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Boko Haram rapisce
altre studentesse

· La Nigeria ripiomba nell’incubo ·

Boko Haram torna a seminare il terrore in un collegio femminile in Nigeria. Questa volta nel mirino dei jihadisti sono finite 111 studentesse di Dapchi, un villaggio nello stato di Yobe, a oltre duecentocinquanta chilometri da Chibok, dove quattro anni fa i terroristi islamici rapirono 270 ragazze. Alcune delle studentesse scomparse sono state tratte in salvo dall’esercito nelle ultime ore. Tuttavia, una nota emessa dalle forze dell’ordine non precisa il numero delle ragazze salvate, ma conferma che erano state «rapite dai terroristi».

Una delle ragazze rapite da Boko Haram nel 2014, poi tornata a casa (Epa)

L’attacco del gruppo affiliato al sedicente stato islamico (Is) è stato sferrato il 19 febbraio scorso. In un primo momento si credeva che tutte le studentesse e gli insegnanti del collegio fossero riusciti a sfuggire all’assalto, messi in allarme dal rumore di spari dei terroristi in avvicinamento. Secondo la polizia, invece, «su 926 studentesse presenti al momento dell’attacco, solo 815 sono tornate a scuola il giorno dopo». Fortunatamente non sembra ci siano state vittime durante l’assalto. Con certezza all’interno dell’istituto non sono state trovate ragazze uccise, ha annunciato ai media internazionali il comandante Abdulmaliki Sumonu. Torna, dunque, l’incubo di un altro rapimento di giovani donne in Nigeria. Come ricordato, quattro anni fa a Chibok i jihadisti fecero irruzione nella notte in un collegio femminile sequestrando oltre 270 studentesse. Il caso sconvolse la comunità internazionale, generando una grande mobilitazione in tutto il mondo. Cento delle cosiddette “ragazze di Chibok” sono riuscite a ricongiungersi con le loro famiglie solo lo scorso settembre. Altre ottanta erano state rilasciate a maggio nell’ambito di uno scambio di prigionieri tra il governo nigeriano e i terroristi. Decine di loro sono però ancora nelle mani di Boko Haram.

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