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Bambini usati
per attacchi suicidi

· Dal gruppo terroristico di Boko Haram ·

Bambino nigeriano in un campo profughi

L’ottanta per cento degli attentatori suicidi usati dal gruppo terroristico di Boko Haram sono ragazze. La denuncia è contenuta in un rapporto dell’Unicef. Dal 2014, si legge nel testo, 117 minori sono stati utilizzati in attacchi e attentati suicidi. Nei primi tre mesi del 2017 si sono registrati 27 casi di attacchi suicidi condotti addirittura da bambini, «un dato pressoché equivalente al numero registrato per l’intero 2016», ha commentato Marie-Pierre Poirier, direttrice dell’Unicef per l’Africa centrale e occidentale. Nel dettaglio, quattro attentati compiuti da bambini risalgono al 2014, 56 al 2015, 30 al 2016 e 27 appunto nei soli primi tre mesi del 2017. Come conseguenza, ragazze, ragazzi e bambini vengono visti con crescente timore presso i mercati e ai posti di controllo. L’Unicef chiede a tutte le parti in conflitto di impegnarsi per l’infanzia e in primo luogo per porre fine alle gravi violazioni compiute da Boko Haram nei confronti dei bambini. È inoltre necessario che i piccoli sottoposti a custodia in strutture militari per il loro presunto o effettivo collegamento a gruppi armati siano consegnati alle autorità civili per la loro reintegrazione. Tutti loro hanno bisogno di ricevere supporto psicologico, sottolinea l’Unicef. Intanto, la violenza non si ferma. Le autorità nigeriane hanno arrestato ieri cinque membri del gruppo terroristico islamista Boko Haram che stavano progettando di attaccare le ambasciate di Gran Bretagna e Stati Uniti ad Abuja. Lo ha reso noto il portavoce del Dipartimento dei servizi di stato, aggiungendo che gli uomini avevano collegamenti con le milizie del cosiddetto stato islamico (Is) nel territorio della capitale federale e nello stato di Benue, nella Nigeria centrale. Boko Haram rappresenta una minaccia costante per le comunità nel nord-est della Nigeria e ha lanciato offensive anche nel vicino Ciad, in Niger e nel Camerun. 

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