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Bogotá rilancia il dialogo

· Alla ricerca di un’intesa anche con i guerriglieri dell’Eln ·

Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, rilancia il dialogo sull’accordo di pace. A seguito della bocciatura alle urne lo scorso 2 ottobre dell’accordo raggiunto con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), Santos ha aperto ieri il dialogo con i promotori del “no” per definire una nuova offerta da presentare al tavolo dei negoziati con quello che è stato per anni il principale gruppo guerrigliero dell’America latina.

Il presidente colombiano Santos (Reuters)

Nei giorni scorsi Santos ha ricevuto il premio Nobel per la pace «per i suoi sforzi per mettere fine al conflitto durato 52 anni». L’ex presidente, Álvaro Uribe, ha precisato quali sono le principali correzioni che vorrebbe fossero comprese in un nuovo accordo di pace fra il governo e le Farc. Uribe — principale promotore del “no” al referendum — lo ha fatto in un breve video intitolato «abbiamo votato per il “no” ma andiamo avanti per la pace: qualcuna delle nostre proposte». Intanto, un nuovo passo in avanti nella pacificazione del paese è stato compiuto ieri. Il governo e il gruppo guerrigliero dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) hanno reso noto di essere pronti ad avviare negoziati di pace il 27 ottobre in Ecuador. «I rappresentanti del governo e dell’Eln si sono accordati per un tavolo pubblico dei colloqui che sarà avviato il 27 ottobre a Quito», sottolinea una dichiarazione letta dai rappresentanti di Bogotá, Mauricio Rodríguez, e della guerriglia, Pablo Beltrán, presso la sede del ministero degli esteri venezuelano a Caracas. La nota ricorda inoltre l’impegno comune per «portare avanti altre azioni umanitarie al fine di creare un clima favorevole alla pace».

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