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Bogotá accusa l’Eln

· ​Duque ordina l’arresto dei vertici del gruppo dopo l’attentato alla scuola di polizia ·

Il presidente colombiano Iván Duque ha ordinato di riattivare gli ordini di cattura contro i vertici dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), dopo l’attentato di giovedì alla scuola nazionale di polizia General Santander a Bogotá, che ha causato la morte di 21 persone e il ferimento di altre 86.

Candele a Bogotá in ricordo degli agenti  caduti nell’attentato (Afp)

Il capo dello stato ha precisato che è stata anche presa la decisione di ritirare ai negoziatori della guerriglia che si trovano a Cuba i benefici concessi durante lo svolgimento del negoziato. Il governo ieri ha ufficialmente accusato l’Eln della responsabilità dell’attentato realizzato con un furgone imbottito di esplosivo e guidato da un militante, José Aldemar Rojas Rodr¡guez. Duque ha esplicitamente chiesto all’Avana di «arrestare i negoziatori della guerriglia presenti sul suo territorio».

Intanto, António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha «condannato energicamente» l’attentato. «Il segretario generale condanna fermamente l’attacco con un’autobomba in un’accademia di polizia a Bogotá, esprime le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e auspica una pronta guarigione per i feriti» si legge in un comunicato ufficiale delle Nazioni Unite. Nella nota, si ricorda poi che «le autorità colombiane hanno dichiarato di avere prove che questo atto terroristico sia stato realizzato dall’Eln. I responsabili devono essere assicurati alla giustizia». Il segretario generale delle Nazioni Unite ha esteso «la sua solidarietà in questo momento di tragedia a tutto il paese sudamericano e al suo governo».

Nel frattempo, in Colombia il sindaco di Bogotá, Enrique Peñalosa, ha invitato i cittadini della capitale a partecipare a una grande mobilitazione nazionale contro il terrorismo, che si svolgerà domani, domenica 20 gennaio, in tutto il paese. 

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