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Bloccati
alle frontiere

· Decine di migliaia di siriani in fuga dalla guerra ·

È sempre più difficile per la popolazione civile sottrarsi alle violenze che, da cinque anni a questa parte, hanno trasformato la Siria in un gigantesco campo di battaglia. 

Profughi siriani nei pressi della frontiera con la Turchia (Ap)

Difficoltà a espatriare si registrano non solo al confine con la Turchia, da giorni bloccato dalle autorità di Ankara, ma anche alla frontiera con la Giordania. Secondo quanto riferito da fonti mediche nella città meridionale di Daraa, capoluogo di una delle regioni più devastate dalla guerra, nelle ultime ore circa trentamila persone stanno cercando di raggiungere il confine giordano. L’offensiva governativa contro le postazioni dei ribelli e contro le milizie jihadiste del cosiddetto Stato islamico (Is), appoggiata dall’aviazione russa, sta spingendo altre ventimila persone verso il valico di Tel Shihab, bloccato dalle autorità giordane, e altre zone fuori dal controllo governativo a sud-ovest di Daraa. Almeno altre ottomila persone sono invece in marcia verso Yadude, a nord-ovest della martoriata città. In queste ore, intanto, operatori umanitari stanno montando tende e distribuendo aiuti di prima necessità a migliaia di nuovi rifugiati siriani a Bab Al Salama, vicino al valico di confine di Oncupinar con la Turchia, dove non è stato loro permesso di entrate. Si tratta di circa trentacinquemila persone fuggite in seguito all’offensiva governativa della scorsa settimana su Aleppo e che tentano di entrare nella regione turca di Kilis.

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23 maggio 2019

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