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Blitz contro i terroristi nello Sri Lanka

· Nell’operazione restano uccisi anche sei bambini ·

Almeno nove presunti terroristi e sei bambini nati da donne legate a miliziani hanno perso la vita questa mattina a seguito di un blitz nella città di Sammanthurai, nell’est del paese. Stando a fonti governative, i militanti, accerchiati, hanno prima aperto il fuoco e poi hanno provocato tre esplosioni. Secondo quanto riportato dal portavoce della polizia, Ruwan Gunasekara, un civile ha perso la vita nello scontro.

Il blitz è l’ultimo di una serie di incursioni compiute dalle forze di polizia nell’area ad est del paese per stanare eventuali cellule che potrebbero perpetrare altre stragi dopo i sanguinosi attentati suicidi della domenica di Pasqua, avvenuti nelle chiese cristiane di Sant’Antonio a Colombo e di San Sebastiano flagellato a Negombo, nella chiesa protestante di Sion a Batticaloa e in tre hotel della città di Colombo, e costati la vita a oltre 250 persone.

Lo stato di allerta in tutto lo Sri Lanka resta alto: le autorità temono nuovi attentati, nonostante le decine di arresti compiuti nei giorni scorsi. Le forze della polizia, coadiuvate dai servizi di intelligence, stanno appurando quali legami intercorressero tra il National Tawhid Jamaat — il gruppo jihadista locale responsabile degli attacchi — e il sedicente stato islamico (Is). Ieri, la polizia ha confermato che il capo del gruppo militante, Mohamed Zahran, è morto nell’attentato suicida all’Hotel Shangri-La. I militari hanno riferito che le forze di sicurezza hanno recuperato altri esplosivi e materiale utile per attacchi suicidi, come gelatine esplosive e giubbotti esplosivi, assieme a uniformi militari e bandiere di gruppi dell’Is.

La grande quantità di esplosivo finora sequestrata ha reso la sorveglianza nel paese più stringente. Ieri, la polizia ha vigilato in particolare sulla moschea di Colombo mentre era in corso la preghiera del venerdì. Il capo della moschea, Akurana Muhandramlage Jamaldeen Mohamed Jayfer, ha dichiarato: «Gli attentatori di Pasqua non sono musulmani, questo non è l’Islam».

Preoccupazione anche per le chiese. Il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha confermato, parlando con i giornalisti, che gli agenti sono in possesso di uno scritto in cui i terroristi avevano elencato alcune chiese cattoliche quali obiettivi sensibili. Il cardinale ha invitato i fedeli di tutto il paese a evitare raduni pubblici. Liturgie e manifestazioni sono state sospese per sicurezza. La cancellazione delle celebrazioni è una misura adottata per la prima volta nel paese, ma ritenuta, tuttavia, necessaria per motivi di sicurezza. 

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