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Blessing e le altre

· Il calvario di una donna nigeriana ·

Blessing ha un viso da bambina e occhi mobili, col mondo dentro; è una giovane donna nigeriana, che il dipartimento di Stato americano ha onorato come eroina della lotta contro la tratta. Blessing, che è stata schiava, tradita, umiliata, violata. Una ragazza cristiana, di famiglia umile e perbene, unita e convinta che i figli, e soprattutto le figlie, devono studiare.

Voleva fare medicina, ma costava troppo, in tempo e denari, e così sceglie informatica, dicono che si trovi lavoro con facilità. Dal villaggio si trasferisce a Benin City, continua a frequentare la parrocchia e in comunità non ci sono lupi cattivi. Ma streghe sì.

La giovane nigeriana Blessing

Una donna conquista la sua confidenza, le promette un lavoro ben pagato, in Spagna, da suo fratello, e Blessing decide, parte. Tocca immaginare le speranze, e il timore, nell’affrontare un balzo lassù, in un’Europa che appare come un sogno, tuttavia ostile.

E covare il sospetto, quando anziché in Spagna il lavoro promesso si materializza in Italia, e si trova catapultata a Castelvolturno. Italian girls, le chiamano così in Nigeria, sono le ragazze che vogliono il guadagno facile. O che sono vendute, non di rado da parenti e amici, e finiscono sulla strada, a prostituirsi per i loro sfruttatori.

Così avviene, proprio a lei che aveva firmato un contratto, che aveva l’approvazione dei suoi ignari genitori. Sequestrato il portafoglio, i documenti, è sola, prigioniera, vestita da prostituta, costretta a vendersi.

Tre giorni di passione, senza un “cliente” che sapesse commuoversi alle lacrime, alle implorazioni. Tre giorni di paura, fuggire è impossibile, ti controllano, ti minacciano. Tante ragazze temono per la loro famiglia, hanno fatto un giuramento wodoo, hanno dovuto barattare l'anima. Blessing no, è sola a perdere, e può rischiare.

Quella non è vita, meglio morire, se serve a salvare qualche disperata come lei. Terrorizzata, per strade che non conosce, guardata come una cosa e una cosa “nera” in quartieri in cui la giustizia non esiste, cerca una stazione di polizia e trova una persona perbene, che accoglie la sua denuncia e la porta a casa Ruth.

Come la straniera, la donna coraggiosa e fedele della Bibbia, questa giovane discinta e truccatissima entra in una casa-famiglia di suore: un sacco di ragazze ci vivono, tutte nigeriane, come lei.

Le fanno festa, la abbracciano, le promettono che si parleranno a sera, stanno per andare a lavorare. «Lavorare, dove? Vi prostituite anche qui? Anche le suore?». Sorridono: fanno un lavoro vero, vengono pagate, si può vivere libere, anche in Italia. Non essere invisibili. Oggi Blessing è mediatrice culturale, interprete, ha scritto un libro struggente, Il coraggio della libertà, è diventata una testimone, in Italia e nei villaggi nigeriani dove torna per spiegare e mettere in guardia ragazze e famiglie. «Bisogna essere protagonisti. I grandi cambiamenti politici, sociali, sono stati fatti da uomini e donne coraggiosi, non abbiate paura, Dio non abbandona». Ci si può chiedere dov’era Dio, quando Blessing veniva strattonata e mesa in vendita su una strada di periferia. «Con me, sempre. È lui che mi ha dato la forza di ascoltare il grido di tante sorelle, e di denunciare. Che mi ha permesso di vivere una piccola parte del loro dolore, per capire. Quei tre giorni sono stati una prova benedetta, lo ringrazio sempre. È lui che mi sta portando avanti».

Un giorno riceve una telefonata dal papà lontano, che credeva ignaro di tutto: sconcertato, piange, ha letto una storia col nome di sua figlia su facebook. «È proprio vero? Non ci hai detto nulla!».

Ha taciuto per non farli tanto soffrire. Ora che è tutto finito, devono ringraziare insieme, perché oggi la sua testimonianza serve a liberare tante vittime. Blessing, la benedetta, pensa al dolore di suo padre, un uomo giusto; e pensa a quei padri, mariti, fratelli che lasciano le loro case per comprare il sesso, complici degli sfruttatori: quanta ipocrisia, perfino da chi si dice credente.

Se è l’educazione la chiave per donare libertà e dignità alle persone, bisogna coinvolgere in questo scambio educativo anche la famiglia, aprirne le porte, lasciare che vi entrino verità e rispetto.

di Monica Mondo

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21 novembre 2019

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