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​Bimbe e donne accusate di stregoneria in India

In diverse zone dell’India, soprattutto nei villaggi rurali isolati in cui si vive senza possibilità di accedere ai servizi di base, ricevere un’istruzione o integrarsi nella società, la povertà spinge molte persone ad affidarsi alla superstizione e a santoni e guaritori che praticano riti legati alle tradizioni tribali e alla magia nera. Il tutto con conseguenze talvolta mostruose. È il caso dei sacrifici umani, ancora praticati come suprema forma di offerta alla divinità. A farne le spese sono sempre le persone più deboli: bambine e donne. Secondo quanto riferito dalla Fondazione Fratelli Dimenticati onlus, una bimba di 4 anni è stata sacrificata dai suoi stessi genitori, mentre una piccola di 7 è stata uccisa da due contadini che le hanno asportato il fegato per effettuare riti propiziatori. Del resto, cadaveri di bambini sono stati ritrovati sepolti vicino agli altari di qualche stregone, circondati da oggetti sacri. Le donne, considerate inferiori rispetto all’uomo, in alcuni villaggi vengono accusate di stregoneria e, per questo, punite anche con la morte: secondo alcune ong indiane, sarebbero circa duecento le donne uccise ogni anno perché ritenute streghe. Una credenza frutto di quell’ignoranza contro cui si batte la Fondazione Fratelli Dimenticati onlus: grazie alle loro iniziative tanti bambini possono studiare per diventare domani adulti responsabili. La fondazione è oggi presente, oltre che in India, in Nepal, Messico, Guatemala e Nicaragua.

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12 dicembre 2019

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