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Bernini disegnatore

· ​In un libro della Biblioteca Vaticana ·

Bernini,  «Caricatura di un cavaliere»

Un maestro del Barocco celeberrimo, ma ancora capace di sorprendere. Giovan Lorenzo — si legge nella presentazione del libro I disegni di Bernini e della sua scuola nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a cura di Manuela Gobbi e Barbara Jatta (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2015, pagine 609) — non fu solo l’architetto papale più stimato della sua epoca, e uno scultore e pittore dal talento universalmente riconosciuto, ma più in generale un grande “creativo”, come si direbbe adesso, e un inventore dall’acuto ingegno, che seppe applicare in diverse arti, come la commedia, l’allestimento di apparati effimeri, la decorazione di paramenti liturgici, l’illustrazione di testi e la creazione di oggetti d’arredo. Il volume — che viene presentato nel pomeriggio del 29 ottobre, tra gli altri, da monsignor Jean-Louis Bruguès, bibliotecario di Santa Romana Chiesa, monsignor Cesare Pasini, prefetto della Vaticana, Ambrogio Piazzoni, vice prefetto, Paolo Portoghesi, Giovanni Morello e Tod Marder — è il compendio di una ricerca iniziata con il proposito di raccogliere tutti i disegni del maestro custoditi nella biblioteca. Sfogliando le pagine del volume si possono ben apprezzare le qualità grafiche di Bernini, dagli schizzi a penna e matita in cui rappresenta un soggetto con poche linee essenziali e vibranti, agli energici disegni ad acquerello, fino all’uso combinato della matita nera e della sanguigna nei celebri ritratti. E si scoprono passi sorprendenti in cui l’artista parla di se stesso, confessando di avere poca stima della sua opera. Bernini, si legge nel saggio di Paolo Portoghesi sul genio del Barocco, attribuiva la sua reputazione alla buona stella che gli era valsa la stima dai suoi contemporanei e pensava che dopo la sua morte sarebbe stato presto dimenticato. «Si può discutere su questa affermazione, fatta all’età di settantasette anni e ampiamente smentita dai fatti — scrive Portoghesi — ma non va assolutamente sottovalutata perché in essa si evidenzia un aspetto fondamentale della sua maturità: la sincera volontà di essere un artista cristiano per il quale l’umiltà non è solo una virtù ma un preciso dovere». 

di Silvia Guidi

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20 agosto 2019

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