Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Bernardo Francisco de Hoyos, gesuita mistico del Sacro Cuore

· Sarà beatificato domenica 18 aprile a Valladolid in Spagna ·

Sarà beatificato domani, domenica 18 aprile, a Valladolid, in Spagna, Bernardo Francisco de Hoyos, giovane gesuita spagnolo promotore di una corrente spirituale, sconosciuta sino ad allora tra i suoi confratelli, di devozione al Sacro Cuore di Gesù come fonte di santificazione personale e mezzo efficace di evangelizzazione.

Nacque il 21 Agosto 1711 a Torrelobatón, piccolo paese situato a circa 25 chilometri dalla città di Valladolid, capitale storica dell'antica Castiglia, in una famiglia di ferventi cattolici, nobile e tra le più in vista del paese.

La prima educazione scolastica di Bernardo gli venne impartita nello stesso paese di Torrelobatón ed ebbe un ottimo risultato; questo indusse i genitori a prendere la decisione di inviarlo a proseguire gli studi di «infima grammatica» nel collegio di Medina del Campo diretto dai padri gesuiti. In Bernardo spiccava un singolare senso di intraprendenza affiancato da una acuta intelligenza: questo si manifestò in maniera palmare proprio quando egli frequentava la scuola secondaria nel Collegio di Medina: infatti, all'età di soli 10 anni, avendo appreso che a Madrid avrebbe potuto ricevere una educazione migliore, senza dire nulla a nessuno si mise in viaggio da solo sul dorso di un'asinella per raggiungere la capitale, distante circa 120 chilometri.

Giunto a Madrid egli cercò la casa dello zio paterno che lo accolse e lo mandò al collegio dei gesuiti di Villagarcía de Campos. Mentre il giovane Bernardo si trovava in quell'ambiente, Dio agiva nel suo animo, avvalendosi indubbiamente anche dell'atmosfera di vita spirituale che egli respirava: è così che nel 1725, prima ancora che egli terminasse il terzo corso di «umanità», manifestò al suo confessore il desiderio di entrare nella Compagnia di Gesù. Dopo varie difficoltà, venne concessa a Bernardo la facoltà di entrare in noviziato il giorno 11 luglio 1726, quando mancavano ancora un mese e dieci giorni a che egli raggiungesse l'età di 15 anni.

Il de Hoyos trascorse tutti i nove anni di vita religiosa nelle case di formazione della provincia di Castiglia della Compagnia di Gesù, fino al giorno della morte (29 novembre 1735), nel collegio Sant'Ignazio, anch'esso situato a Valladolid. Al termine del suo primo anno di noviziato, i superiori gli permisero di emettere i «voti di devozione» e l'anno seguente lo ammisero alla professione dei voti religiosi perpetui secondo il diritto della Compagnia di Gesù.

Un altro segno dell'alta stima dello spirito religioso che egli godeva presso i suoi superiori è il fatto che a lui, allora neppure diciottenne, venne concesso di fare la rinuncia legalmente irrevocabile di tutti i suoi beni materiali, attuali e futuri, il che fece in favore della sua sorella Teresa, di sei anni più giovane di lui. È così che nel de Hoyos si scopre una nota di precocità: egli cioè precede tutti i compagni della sua generazione e crea così una nuova corrente spirituale sconosciuta prima fra i gesuiti spagnoli. In essa Bernardo, prendendo come base lo spirito ignaziano, annette a esso la mistica tradizionale spagnola di santa Teresa, l'umanesimo devoto di san Francesco di Sales, e il nuovo indirizzo spirituale rappresentato dalla devozione al Sacro Cuore di Gesù nella forma voluta da santa Margherita Maria Alacoque. Infatti Bernardo, benché giovane studente, fu il primo fra i gesuiti spagnoli che con sagace intuizione capì la trascendenza di questo movimento del culto del Sacro Cuore come mezzo di santificazione propria e come arma efficace di apostolato. Ebbe le prime esperienze mistiche soltanto 5 mesi dopo il suo ingresso in noviziato e dopo quel 3 dicembre 1726 esse continuarono fino alla sua morte.

Trovò nel padre Juan de Loyola un eminente direttore spirituale: questi non avendo mai fatto una esperienza mistica, si fece aiutare dall'ancor giovane ma esperto padre Agustín de Cardaveraz. Alla domanda come Bernardo reagì inizialmente nei confronti di queste esperienze così nuove e in certo senso sconcertanti, si può rispondere semplicemente dicendo che la sua reazione depone in modo molto favorevole non solo a proposito della sua spiritualità, ma anche a favore dell'autenticità di queste sue esperienze. Pur essendo convinto della realtà di ciò che egli sperimentava, Bernardo si premurò di informarne in modo ben preciso e dettagliato lo stesso padre de Loyola e coloro che lo aiutavano e docilmente si sottopose alla severa inchiesta ordinata dal padre provinciale Villafañe, che si protrasse per due mesi (maggio-giugno 1730).

Un'altra indicazione dell'autenticità delle esperienze mistiche del de Hoyos è la sua estrema riservatezza nei confronti di terzi che non avevano il diritto di esserne informati. Tra gli allievi del La Colombière si trovava il giovane Joseph Gallifet, il quale, mentre si trovava a Roma come assistente del padre generale per la Francia, nel 1726 pubblicò il suo famoso libro sul Sacro Cuore. Questo libro si trovava nella biblioteca del teologato di Valladolid e ivi era stato letto dal giovane studente Cardaveraz che ne era rimasto impressionato. Dovendo questi fare una predica a Bilbao alla fine dell'ottava del Corpus Domini e non avendo con sé il libro del Gallifet, verso la fine di aprile 1733 si rivolse a Bernardo de Hoyos, allora studente di teologia a Valladolid, pregandolo di trascrivere e inviargli alcuni passi del libro del Gallifet. Il 3 maggio 1733 Bernardo si mise al lavoro e da quel momento, oltre a continuare coscienziosamente il suo impegno negli studi, divenne l'instancabile ed efficiente promotore della devozione e del culto pubblico del Sacro Cuore. I metodi principali usati in questa promozione erano costituiti dalla diffusione di fogli, opere, immaginette; dalla promozione di confraternite e associazioni in onore del Sacro Cuore; da raccomandazioni a predicare su questo tema; da lettere scritte ai vescovi spagnoli e allo stesso re Filippo v per far sì che appoggiassero questo culto e ne sollecitassero l'approvazione da parte della Santa Sede. E sotto la spinta del de Hoyos, il padre Juan de Loyola si accinse a scrivere il testo del libro Thesoro escondido per far conoscere al popolo cristiano la splendida devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Mentre queste operazioni erano in pieno svolgimento, Bernardo stava terminando il terzo anno degli studi teologici alla fine del quale era d'uso che avessero luogo le ordinazioni sacerdotali. Avendo egli soltanto l'età di 23 anni, non avrebbe potuto ricevere questo sacramento senza una speciale dispensa. Fu quindi sollecitato a chiederla, ma egli si rifiutò di farlo essendo avverso a chiedere una eccezione alle norme vigenti; gli stessi superiori si fecero premura di ottenere la dispensa, così che Bernardo de Hoyos ricevette il suddiaconato il 18 dicembre 1734, il diaconato il 31 dicembre dello stesso anno e poi il 2 gennaio 1735 fu ordinato sacerdote; oggi una dispensa del genere sarebbe impossibile. Quattro giorni più tardi celebrò la prima messa, assistito dal suo ex-maestro dei novizi, il padre Prado. Dopo aver terminato con successo il quarto anno di teologia egli si dedicò per alcuni mesi al ministero delle confessioni e alla predicazione prima di iniziare, nel settembre 1735, l'anno della terza probazione nel Collegio Sant'Ignazio a Valladolid. Ammalatosi di tifo il 18 novembre, vi morì il 29 novembre 1735.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE