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Bernanke promette più controlli sulle banche

· L’intervento del presidente della Fed sulla riforma della finanza ·

«Abbiamo imparato diverse lezioni dalla crisi, come quella di essere aggressivi e non permettere alle banche di andare troppo in avanti con le loro attività rischiose». Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, ha riassunto così, in un’audizione davanti al comitato Affari Bancari del Senato, l’attuale politica economica della Banca centrale americana.

In una seduta dedicata alla riforma del sistema finanziario (il cosiddetto Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act ) Bernanke ha detto che la Fed «sta facendo il possibile per identificare società potenzialmente sistemiche». Bernanke che ha espresso il sostegno della Fed alla riforma che però, ha aggiunto «ci impone un coordinamento con le istituzioni internazionali».

La Federal Reserve, ha spiegato Bernanke, considera il Dodd-Frank Act «un grande passo in avanti» e si impegna a «lavorare strettamente» con deputati, Congresso e Amministrazione «per far sì che la legge sia attuata in tempi brevi e in modo da proteggere la stabilità del nostro sistema finanziario e della nostra economia». Tuttavia, ha sottolineato, la normativa richiede un grosso impegno da parte della banca centrale che deve definire nuove normative e completare studi e analisi: uno sforzo — ha ricordato Bernanke — nel quale la Fed ha impegnato più di trecento persone.

Nella sua audizione Bernanke non ha fornito valutazioni sullo scenario macroeconomico né ha dato indicazioni di politica monetaria. Il presidente della Banca centrale ha piuttosto evidenziato come le norme di Basilea3 «dovrebbero rendere più stabile il sistema finanziario e ridurre la possibilità di future crisi finanziarie, dal momento che chiede alle banche di detenere più capitale e di maggiore qualità».

Il presidente della Federal Reserve ha infine sottolineato i nuovi compiti di supervisione che il Dodd-Frank Act richiede all’istituto centrale, che dovrà verificare «stress tests, nuovi limiti per il credito e requisiti di gestione del rischio». La Fed — ha concluso Bernanke — «sta lavorando per definire un set completo di norme che rafforzeranno in modo significativo» i requisiti prudenziali richiesti non solo ai grandi istituti bancari, ma anche a tutto il sistema finanziario.

Intanto, secondo «Bloomberg», la Federal Reserve avrebbe ordinato alle 19 maggiori banche statunitensi di effettuare uno stress test sulla propria solidità finanziaria simulando lo scenario di una ricaduta in recessione e con un tasso di disoccupazione all’11 per cento. Bloomberg cita fonti vicine al dossier, aggiungendo che le banche — fra cui figurano anche quegli istituti che intendono aumentare il dividendo dopo essere stati costretti a tagliarlo durante la crisi finanziaria — hanno presentato la documentazione il mese scorso e che la Fed completerà la revisione a marzo. A novembre scorso — dicono gli analisti — la Fed aveva chiesto alle banche di rinviare interventi su dividendi o programmi di buyback (riacquisto azioni proprie) in modo da consentire «un consistente incremento di capitale».

L’inflazione negli Stati Uniti a gennaio è cresciuta dello 0,4 per cento, a livello mensile, contro il più 0,4 per cento di dicembre e contro un atteso più 0,3. L’inflazione core, ovvero il tasso con l’esclusione dei prodotti energetici e di quelli alimentari, avanza dello 0,2, contro il più 0,1 di dicembre e un atteso più 0,1 per cento.

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26 agosto 2019

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