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Berlino invoca la solidarietà europea

· Nel gestire la crisi dell’immigrazione ·

L’Italia va aiutata dagli altri Paesi europei che sono chiamati, tutti, ad accogliere i migranti «in modo equo». Se questo non avverrà «è naturale che si dovrà sollevare la questione di Schengen», ovvero mettere in discussione il sistema della libera circolazione delle persone. 

Migranti sul confine ungherese (Reuters)

Questo il punto nodale del messaggio lanciato ieri dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, mentre in Europa si fa sempre più tesa la situazione alle frontiere meridionali e orientali dell’Unione. Parole, quelle della Mrkel, che arrivano poche ore prima di un’altra tragedia nel Mediterraneo: i cadaveri di quattro migranti sono stati trovati oggi su un gommone soccorso da una nave della Marina militare italiana a circa cinquanta miglia dalla Libia. Nell’operazione sono state salvate 112 persone. «C’è un ampio accordo sul fatto — ha spiegato Merkel — che l’onere dei migranti sull’Italia debba essere ridotto» e distribuito tra i Paesi europei. «Se l’Europa fallisse sulla questione dei rifugiati, se si rompesse il legame con i diritti civili universali — ha spiegato il cancelliere — non ci sarebbe più l’Europa che abbiamo voluto». Non è giusto «che soli tre o quattro Paesi assorbano quasi tutti i rifugiati». Bruxelles, per il momento, sembra tenersi sulla linea tedesca. Il vice presidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, ha sottolineato ieri l’urgenza di adottare regole comuni sulle richieste di asilo. «Bisogna arrivare rapidamente a regole europee comuni sulle richieste di asilo» ha avvertito Timmermans da Calais, nel nord della Francia, dove sono accampati migliaia di migranti che sperano di raggiungere la Gran Bretagna. L’Europa, ha assicurato, «non abbandonerà mai chi ha bisogno di protezione».

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17 luglio 2019

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