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Bergoglio, Hegel  e l’America Latina

· Così nel 2006 l’arcivescovo di Buenos Aires rifletteva su un libro di Amelia Podetti ·

Amelia Podetti è una figura di rilievo nel panorama culturale argentino degli ultimi cinquant’anni. Filosofa, ha insegnato all’università di Buenos Aires, ma anche nell’università nazionale di La Plata e in quella del Salvador. È in quest’ultima che la sua strada accademica si è incrociata con quella di Bergoglio tra il 1970 e il 1979, quando questi era provinciale dei gesuiti e cancelliere della stessa università. Amelia Podetti ha anche dettato corsi nel Colegio Máximo di San Miguel, anch’esso appartenente ai gesuiti, dunque sotto la responsabilità diretta di Bergoglio. Nel 2006 il cardinale Bergoglio scrisse un testo — pubblicato integralmente in traduzione italiana nel sito Terre d’America di Alver Metalli — che uscì nel novembre del 2007 a prologo del Comentario a la Introducción a la Fenomenología del Espíritu scritto da Amelia Podetti e pubblicato dalla casa editrice argentina Biblos.

In quel testo Bergoglio scrive: “Proprio in un momento in cui l’America Latina ha bisogno di una autocoscienza rinnovata, capace di assumere integralmente la propria condizione, le proprie particolari necessità, per, da lì, produrre delle risposte storiche nuove e “nostre”, credo estremamente opportuno che si recuperi lo sforzo dei nostri pensatori, dei nostri filosofi, così come abbiamo fatto nel corso di alcuni decenni con i nostri scrittori e i nostri poeti. (…)    Il testo che oggi si edita per la prima volta nella forma di libro ha avuto un utilizzo interno per diversi anni, nei corsi di Storia della Filosofia Moderna e Storia della Filosofia Contemporanea che Amelia Podetti impartiva come docente. Il destino ha voluto che lo proponesse come materiale di lavoro in uno dei suoi ultimi corsi, nel 1978, appunto di Filosofia della Storia. Questo corso, ratificando l’idea della necessità di condurre una nostra propria revisione della storia dell’Occidente, centrato in San Agostino e Hegel, ha sviluppato così le due “punte” della filosofia della storia in Occidente.

Proprio per questa ragione in quel momento Amelia Podetti comincia a formulare la sua idea dell’irruzione dell’America Latina nella storia come il fatto fondamentale della modernità, che dà inizio al sorgere della storia universale. E anche se il concetto di “storia universale” è stato usato ampiamente da Hegel, la formulazione che ne dà Amelia Podetti prende le distanze da quella del filosofo tedesco e allo stesso modo si differenzia da altre visioni europee della storia dove il fatto della “planetarizzazione”, come lei sostiene, non sembra essere assunto in tutta la sua portata storica e filosofica.

Ribadisco dunque la mia convinzione: il momento in cui riappare questo lavoro di Amelia Podetti è quanto mai opportuno davanti alla molteplicità di segnali che nel nostro presente ratificano la perennità dell’obiettivo e la speranza di una America Latina unita, solidale, incamminata verso la sua più piena espressione culturale e civilizzatrice, per poter così esercitare appieno le proprie responsabilità storiche verso se stessa e per il mondo.

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