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Bergoglio e i Salmi come scuola di preghiera

Dalla preghiera si deve sempre uscire diversi da come si è entrati. E sono anzitutto i salmi che insegnano a pregare. Su questi due fondamenti poggia il libro Francesco. E io sono preghiera. I Salmi nelle parole del Papa (Roma, Castelvecchi, 2018, pagine 156, euro 16,50) che si aggiunge agli altri volumi, sempre editi da Castelvecchi, dedicati ai diversi aspetti del magistero di Francesco. Il libro — a cura di Alessandra Peri e con la prefazione di Roberto Vignolo — ripropone le parole del Pontefice sui salmi pronunciate in varie occasioni, in particolare durante le meditazioni a Santa Marta e nel corso dell’udienza generale del mercoledì. 

Luca Giordano, «Il ricco Epulone» (XVII secolo)

Nel commentare il salmo 19 Il Signore, sole di giustizia, il Papa invita a puntare lo sguardo sempre oltre, all’unico Dio che sta oltre la fine delle cose create. «Noi, i credenti, — afferma Francesco — non siamo gente che torna indietro, che cede, ma gente che va sempre avanti». Nel riflettere sul salmo 49, Le ricchezze sono un nulla, il Pontefice ricorda che il denaro corrompe: infatti «se scegli la via del denaro alla fine sarai un corrotto». Perché il denaro ha la seduzione di far scivolare l’uomo lentamente nella sua perdizione. Il salmo La vita fraterna offre anzitutto lo spunto per riflettere sull’identità e sulla missione del sacerdote, il quale, evidenzia Francesco, spesso «esce poco da sé» e «unge poco»: così facendo «si perde il meglio del nostro popolo» quello che è capace di attivare «la parte più profonda del suo cuore presbiterale». Occorre invece essere pastori con «l’odore delle pecore», pastori in mezzo al proprio gregge. Occorre essere pescatori di uomini. Nello stesso tempo, attraverso il salmo La vita fraterna, Francesco richiama la necessità di riportare la fraternità al centro della società tecnocratica e burocratica: allora — sottolinea il Papa — «anche la libertà e l’uguaglianza prenderanno la loro giusta intonazione».

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26 marzo 2019

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