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Bengasi sotto attacco

· Pesanti scontri mentre si cerca di arrivare a un accordo sul piano di pace dell’Onu ·

Non conosce tregua la violenza in Libia. Pesanti scontri sono registrati questa mattina a Bengasi tra l’esercito libico e le forze del Consiglio della Shura dei rivoluzionari. Almeno un soldato ha perso la vita, secondo quanto riferisce il sito di informazione Alwasat, citando il comandante del battaglione rivoluzionario di Azzawiya, Jamal el Zahawi. 

Intanto a Tripoli fonti della sicurezza hanno reso noto che Magdy El Majery, funzionario della prefettura, è stato assassinato da uomini sconosciuti. La Libia è dunque ancora nel caos, mentre si continua a trattare per arrivare a un Governo di unità nazionale. «Alcune personalità nei due campi di Tripoli e Tobruk stanno sabotando l’accordo per un governo di unità nazionale proposto dall’Onu, ma la comunità internazionale ha deciso che non può permetterlo. Se questo sabotaggio continuerà, arriveranno le sanzioni» ha spiegato Bernardino León, inviato speciale dell’Onu per la Libia. «Ci aspettavamo che la ratifica dell’accordo avrebbe generato dissensi, ma il processo deve andare avanti e andrà avanti» ha detto León. E ieri sulla questione libica è intervenuta anche Hillary Clinton, ex segretario di Stato americano e candidata alla nomination democratica alle presidenziali 2016. In un’audizione al Congresso, Clinton è tornata sulla decisione di partecipare all’intervento in Libia nel 2011. «Credo che sia importante ricordare che proteggere il popolo libico era in modo rilevante nell’interesse dell’America e dei nostri valori» ha detto Clinton.

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08 dicembre 2019

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