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· ​«Iuvenescit ecclesia» e la teologia paolina sui carismi ·

«La Chiesa ringiovanisce in forza del Vangelo e lo Spirito continuamente la rinnova»: è l’incipit di Iuvenescit ecclesia, la recente lettera pubblicata dalla Congregazione per la dottrina della fede. Da tempo s’attendeva in diversi ambiti della Chiesa cattolica un documento vaticano che focalizzasse l’attenzione sulle relazioni tra i doni gerarchici e carismatici, giacché spesso sono visti come espressioni di antinomie tra istituzioni e carismi. A causa della tematica scelta un ruolo decisivo è svolto dalle pagine che san Paolo dedica ai carismi: da 1 Corinzi, 12, 1 — 14, 40 a Romani, 12, 1-13 e a Efesini, 4, 1-16.

Le pagine paoline citate sono approfondite in modo esplicito nel primo capitolo, «I carismi secondo il Nuovo testamento» (Iuvenescit ecclesia, 4-8) e sono di fatto evocate in tutto il documento della congregazione. Meritano attenzione alcuni tratti della visione paolina sui carismi filtrati in Iuvenescit ecclesia: i carismi nel corpo ecclesiale, l’utilità dei carismi, la distinzioni tra carismi, ministeri e attuazioni.

Anzitutto è noto che la categoria del “corpo”, per parlare della Chiesa è mutuata dall’ambiente greco-romano delle prime comunità cristiane che Paolo ha evangelizzato. La metafora del corpo e le membra attraversa la letteratura greco-romana: da Aristotele, Politica, 5, 1302b-1303, Cicerone, De officiis, 3, 5, 22; Epitteto, Diatribe, 2, 10, 4-5, Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, 6, 86, 1-2, Seneca, De ira, 2, 31, 7, Dione di Prusa, I discorso agli abitanti di Tarso, 1, 16 sino a Tito Livio, Storia di Roma, 2, 32, 7-12. L’apologo sulle membra del corpo era fra le più note esemplificazioni per illustrare le relazioni tra lo Stato o la repubblica e i cittadini. Paolo se ne appropria per riformularlo in modo originale. Protagonista assoluto dei carismi nel corpo ecclesiale non è una sua parte, come il capo o il cuore, come nelle fonti citate, ma lo Spirito che rende tutta la Chiesa corpo di Cristo. Inoltre mentre nei passi menzionati si parte dalla diversità per giungere all’unità della repubblica, Paolo muove dall’unità e approda alla diversità. 

di Antonio Pitta

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19 dicembre 2018

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