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Benedetto XVI conclude la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

· Nella festa della conversione di san Paolo ·

Benedetto XVI presiede oggi pomeriggio, lunedì 25 gennaio, la celebrazione liturgica della Conversione di San Paolo, nella basilica ostiense dove l'Apostolo delle Genti è sepolto.

Il rito conclude la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, ricordando che non c'è vero ecumenismo senza conversione (cfr. concilio Vaticano II, Decreto sull'ecumenismo Unitatis redintegratio , 7). Esso infatti mette in luce la straordinaria potenza della grazia di Dio, che sovrabbonda dove abbonda il peccato. La svolta decisiva della vita dell'apostolo si compie sulla via di Damasco, dove egli viene raggiunto dal Signore risorto, che lo interpella: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» ( Atti , 9, 4).

La celebrazione, già presente in Italia nell'ottavo secolo, è entrata nel calendario Romano sul finire del decimo. Quest'anno, il tema che ispira la riflessione e la preghiera è quello della testimonianza. Per questo il testo biblico proposto è l'intero capitolo 24 del Vangelo di San Luca e il titolo della Settimana è: «Di tutte queste cose mi siete testimoni» ( Luca , 24, 28). La lettura breve comprende — oltre quella abitualmente prevista per la celebrazione dei Vespri della solennità, I Corinzi 15, 9-10 — anche un brano del capitolo 24 del Vangelo di Luca (24, 36-49), proposto per riprendere il tema della Settimana.

Al canto del Magnificat, viene incensata — oltre al crocifisso, l'altare, il Pontefice e l'assemblea dei fedeli — la tomba dell'apostolo Paolo. Brevi spazi di silenzio, dopo il canto dei salmi e l'omelia del Papa, sottolineano la dimensione del raccoglimento, come parte integrante della celebrazione.

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