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Bello come uno yogurt

· Arte a Firenze tra Cinquecento e Seicento ·

«Puro, semplice e naturale». Sembra la pubblicità di un yogurt o di un succo di frutta e invece è il titolo di una bellissima mostra allestita agli Uffizi a Firenze fino al 2 novembre per le cure di Alessandra Giannotti e di Claudio Pizzorusso. 

Santi di Tito«Testa di bambino» (1600 circa)

Lo scrive Antonio Paolucci precisando che l’argomento — così recita il sottotitolo — è «l’arte a Firenze tra Cinque e Seicento» (catalogo: Firenze, Giunti, 2014, pagine 336, euro 38). L’arco cronologico preso in esame dai curatori è una stagione cruciale nella storia delle arti, una stagione che vede declinare il primato della capitale toscana nel contestuale affermarsi della Roma di Michelangelo e di Raffaello, il vero creatore, quest’ultimo, della moderna lingua pittorica degli italiani.

In realtà, le cose sono andate in modo più articolato e complesso di come possono farci credere le semplificazioni manualistiche. Quello che accade a Firenze fra Cinque e Seicento — questo è l’assunto della mostra — sta sotto il segno di una opzione culturale e di un insieme di scelte stilistiche tali da giustificare i tre aggettivi «puro semplice e naturale» che fanno da emblema alla esposizione degli Uffizi.

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20 agosto 2019

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