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Bella mia

· Il romanzo ·

Sono in molti a essere feriti: una città, colpita da un terremoto devastante; una famiglia, percossa dalle incomprensioni e dai lutti; una giovane donna, la cui vita è stata fin dall’infanzia vissuta nel cono d’ombra di una gemella che l’ha costantemente protetta con la sua forza. Eppure il romanzo dell’abruzzese Donatella Di Pietrantonio, Bella mia (Elliot, 2014) ambientato a L’Aquila, riesce a sganciarsi dal cliché di una mera storia di riscatto e ricostruzione. Perché affrontando le difficoltà del presente (aggravate dalla consapevolezza che la politica è venuta meno al suo senso etico) e trovandosi costretta a fare i conti con il passato, la protagonista — di professione ceramista — scopre che in realtà il confine tra vincitori e vinti è estremamente labile. Una consapevolezza, questa, che forse le permetterà di sciogliere quel nodo di cupezza che marca, come un leggero sibilo represso, ogni suo respiro. (@GiuliGaleotti)

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15 dicembre 2019

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