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Bce, stretta sul deficit

· Intervento del presidente della Banca centrale, Jean-Claude Trichet, al Parlamento Ue ·

Proposte sanzioni automatiche per i Paesi con un debito eccessivo

Sanzioni automatiche per i Paesi meno virtuosi, con un debito pubblico eccessivo e con i bilanci truccati. Ma non solo: la riforma del patto di stabilità dev'essere compiuta puntando sul rafforzamento dei controlli e sul valore dell'austerità. Per evitare un'altra Grecia, per scongiurare una crisi peggiore del previsto.

La Banca centrale europea (Bce) annuncia una stretta sul deficit all'insegna del rigore. È questa l'unica vera ricetta per uscire dall'attuale situazione, secondo il presidente dell'Eurotower, Jean-Claude Trichet, che ieri ha illustrato le misure proposte dinanzi al Parlamento dell'Unione. L’appello è arrivato in una fase nella quale all’interno della task force guidata dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, si cerca un compromesso per varare al più presto una riforma di Maastricht che segni una svolta sul fronte del rafforzamento della vigilanza dei conti pubblici, sia in fase preventiva che in fase correttiva.

Per Trichet, «a livello dei Ventisette e in particolare nella zona euro è necessario avere strumenti più efficaci per prevenire e correggere i livelli eccessivi di deficit e di debito; ciò — ha spiegato il banchiere francese — rende necessaria una più stringente attuazione delle regole, anche incrementando l’automaticità e la velocità dei vari stadi delle procedure di infrazione». Insomma, per il presidente della Bce «l’applicazione delle sanzioni deve essere semiautomatica». Nulla a che vedere con la situazione attuale, dove le sanzioni per chi viola il patto esistono ma di fatto non sono mai applicate.

Nel dettaglio, il presidente della Bce auspica che «le sanzioni siano applicate molto prima rispetto a quanto accade attualmente e siano più severe nella loro portata». Tali sanzioni — ha spiegato — «non dovrebbero essere indirizzate solo a chi presenta livelli di debito eccessivo, ma anche ai Paesi che non compiono sufficienti progressi verso gli obiettivi di bilancio di medio termine». Per Trichet deve quindi essere preso in considerazione «un più ampio spettro di sanzioni finanziarie e non finanziarie» e, tra queste ultime, «requisiti più stringenti per le relazioni finanziarie» presentate dai Paesi nonché «una limitazione o sospensione dei diritti di voto».

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21 agosto 2019

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