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Battuta d’arresto per Macron

· ​Il partito del presidente francese ottiene meno seggi del previsto nelle elezioni per il rinnovo di metà del senato ·

Prima battuta d’arresto per il presidente francese, Emmanuel Macron. Nelle elezioni per il rinnovo della metà del senato francese, il partito del presidente — La Republique en marche (Lrem) — ha ottenuto meno seggi di quanto si aspettasse. Ora dovrà contare su alleanze con altri partiti se vuole approvare in tempi brevi le riforme costituzionali promesse. 

Il presidente Macron durante una visita all’Hotel des Invalides a Parigi (Afp)

Nel voto di ieri per il rinnovo di 171 dei 348 seggi, il partito di Macron ne ha ottenuti solo 23. Si è invece consolidato il fronte conservatore. Les Républicains possono ora contare su una maggioranza di 150 senatori. Il Senato si conferma così un contrappeso politico per Macron, nonostante l’assemblea nazionale (l’altro ramo del parlamento francese, dove il presidente gode di una chiara maggioranza) abbia l’ultima parola sulle leggi. La metà del senato, al Palais de Luxembourg, è scelta in modo indiretto dai delegati dei consigli municipali (95 per cento), oltre a consiglieri regionali e dipartimentali. La frenata di Lrem arriva in un momento in cui i consensi di Macron sono in calo, a quattro mesi dalle elezioni presidenziali che lo hanno fatto salire all’Eliseo dopo François Hollande. Sul calo sembra abbiano pesato le contestazioni per la riforma del lavoro e i tagli previsti di bilancio. Il risultato — affermano molti analisti — non è influente dal punto di vista sostanziale ed è un normale riequilibrio di poteri, ma, come detto, può rallentare l’attuazione del programma di riforme costituzionali del presidente, annunciate già per il 2018. Domani Macron terrà un discorso alla Sorbona sull’Unione europea. In effetti, il futuro dell’Ue e altre grandi questioni internazionali sono sempre state al centro dell’attenzione del presidente e i francesi sono d’accordo sulla loro importanza.

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26 agosto 2019

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