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Battuta d’arresto

· ​Marcia indietro del Governo di Tripoli che nega la cessione del potere ad Al Sarraj ·

Spaccature anche nel Parlamento non riconosciuto internazionalmente

È ancora tutta in salita in Libia la strada verso il consolidamento del potere del Governo di unità nazionale del premier designato Fayez Al Sarraj, giunto nei giorni scorsi nella capitale. Il capo del Governo “parallelo” di Tripoli, Khalifa Ghwell, ha diffuso ieri una nota per smentire la cessione di potere dal suo Esecutivo (non riconosciuto a livello internazionale) a quello nato dall’accordo di Skhirat e sostenuto dall’Onu. «Viste le esigenze dell’interesse pubblico e della situazione attuale che attraversa il Paese, siete pregati, ognuno nel suo campo, di continuare a lavorare secondo le disposizioni di legge e per garantire la continuità dei servizi ai cittadini» ha comunicato Ghwell rivolgendosi direttamente ai suoi ministri. E ha avvertito: «Chi applicherà le risoluzioni pubblicate dal cosiddetto Consiglio presidenziale (l’Esecutivo di Al Sarraj, ndr) sarà perseguitato dalla giustizia». La minaccia è rivolta ai “ribelli” del suo stesso Governo che ieri — in una nota diffusa dal ministero della Giustizia — avevano annunciato di voler cedere il potere esecutivo a Sarraj. Una spaccatura che si riflette anche nel Congresso nazionale libico, il Parlamento di Tripoli, anch’esso non riconosciuto dalla comunità internazionale. Una settantina di deputati hanno annunciato lo scioglimento del Congresso e il sostegno al nuovo Governo di unità dopo una riunione nella quale hanno istituito il Consiglio di Stato (previsto dall’accordo di Skhirat) con loro stessi come membri. Nella stessa riunione è stato eletto Abdulrahaman Al Suwahli a capo del nuovo organismo. 

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25 marzo 2019

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