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Battaglia finale a Deir Ezzor

· Le forze governative passano il fiume Eufrate e strappano all’Is altre località chiave ·

Combattimenti nei pressi di Deir Ezzor (Afp)

Gli uomini del sedicente stato islamico (Is) continuano a perdere terreno nel governatorato di Deir Ezzor, a est della Siria e nella città arrivano i primi aiuti umanitari. Forze dell’esercito siriano, con l’aiuto di milizie russe e iraniane, hanno attraversato ieri il fiume Eufrate, a sud-est della città, liberando due località chiave: Mazlum e Marrat, vicino all’aeroporto internazionale tornato sotto il pieno controllo governativo. E sulle piste dello scalo aereo è atterrato il primo velivolo umanitario che giunge a Deir Ezzor dalla fine dell’assedio iniziato nel 2014. A Deir Ezzor, un’area ricca di risorse energetiche, l’Is è ora assediata su tre lati: a ovest e sud-est dalle truppe di Damasco, a nord dalle truppe curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti. Per tre anni, circa centomila persone sono rimaste intrappolate nella città controllata dall’Is. Nei giorni scorsi, via terra, per la prima volta sono arrivati aiuti umanitari delle Nazioni Unite. ll passaggio sull’Eufrate da parte delle forze speciali siriane guidate da ufficiali russi è stato ufficialmente annunciato ieri pomeriggio. L’aviazione di Mosca dalla mattina era impegnata in raid aerei a Marrat e Mazlum per aprire la strada all’avanzata di terra. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, i raid aerei russi hanno causato la morte di oltre 50 civili, 23 dei quali minori (molti bambini) e 18 adulti, per lo più donne. Intanto, a Raqqa, nel nord della Siria, sembra rimangano solo 400 miliziani dell’Is. Per liberare la città sono impegnate forze curde sostenute dagli Stati Uniti, che avrebbero strappato all’Is il 70 per cento del territorio. 

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