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Cessino le violenze in Ucraina

· Durante l'udienza dedicata al sacramento della riconciliazione il Papa lancia un appello alla pacificazione ·

Preoccupato per le drammatiche notizie che continuano a giungere dalla capitale ucraina Kiev — dove si registrano numerose vittime per gli scontri tra polizia e dimostranti — Papa Francesco ha lanciato oggi, mercoledì 19 febbraio, un appello affinchè «cessi ogni azione violenta» e tutte le parti in causa si adoperino nel «cercare la concordia e la pace del Paese».

L’appello è giunto al termine dell’udienza generale, svoltasi in piazza San Pietro, durante la quale il Pontefice, proseguendo le catechesi sui sacramenti, ha proposto una riflessione su penitenza e riconciliazione. Ed è tornato a sottolineare il valore della confessione resa nel segreto del confessionale al sacerdote, il quale «non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità, che si riconosce nella fragilità di ogni suo membro, che ascolta commossa il suo pentimento, che si riconcilia con lui, che lo rincuora e lo accompagna nel cammino di conversione e maturazione umana».

Oggi, ha lamentato Papa Francesco, si tende a dimenticare questo «tesoro affidato alle mani della Chiesa». E ci si confessa sempre di meno. Un po’ per pigrizia, ha notato, ma anche un po’ per vergogna. Eppure «la vergogna è buona, è salute avere un po’ di vergogna, perché vergognarsi — ha detto — è salutare». La vergogna fa bene «perchè ci fa più umili».

Dunque «non bisogna avere paura della confessione», che alla fine è come «sfogarsi davanti a Dio, con la Chiesa, con il fratello». E il bello di questo sacramento, ha concluso, è che al termine della confessione il penitente «esce libero, grande, bello, perdonato, bianco, felice».

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20 giugno 2019

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