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Basta sangue e violenza in Siria

· Appello del Papa perché sia garantita l'assistenza umanitaria alla popolazione del Paese ·

L'abbraccio al Libano meta del prossimo viaggio apostolico

Un appello perché in Siria cessino le violenze e sia garantita l'assistenza umanitaria alla popolazione è stato lanciato dal Papa durante l'udienza ai partecipanti all'assemblea della Riunione delle opere per l'aiuto alle Chiese orientali (Roaco), svoltasi nella mattina di giovedì 21 giugno, nella Sala Clementina. Il Pontefice ha auspicato che «non venga risparmiato alcuno sforzo, anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall'attuale situazione di violenza e di crisi». Situazione, ha aggiunto, che «dura già da molto tempo e rischia di diventare un conflitto generalizzato che avrebbe conseguenze fortemente negative per il Paese e per l'intera Regione».

Riaffermando la sua «vicinanza alle grandi sofferenze» della popolazione, in particolare «dei piccoli innocenti e dei più indifesi», Benedetto XVI ha chiesto con forza che «sia garantita la necessaria assistenza umanitaria» anche alle tante persone costrette a lasciare le loro case per rifugiarsi nei Paesi vicini. «La nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra fraternità concreta in Cristo - si è augurato -li aiuti a non smarrire la luce della speranza in questi momenti di buio e ottenga da Dio la sapienza del cuore per chi ha responsabilità, affinché cessi ogni spargimento di sangue e la violenza, che porta solo dolore e morte, lasci spazio alla riconciliazione, alla concordia e alla pace».

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento agli effetti negativi della grave congiuntura economico-sociale, che nei Paesi dell'Oriente, «madrepatria di antiche tradizioni cristiane, genera insicurezza e instabilità anche a livello  ecclesiale e in campo ecumenico e interreligioso», rendendo «più fragili il dialogo, la pace e la convivenza tra i popoli, come pure il rispetto autentico dei diritti umani, specialmente quello alla libertà religiosa personale e comunitaria». Diritto che, per il Pontefice, «va garantito nella sua professione pubblica e non solo in termini cultuali, ma anche pastorali, educativi, assistenziali e sociali».

Da Benedetto XVI, infine, un accenno al prossimo viaggio apostolico, in programma dal 14 al 16 settembre in Libano.

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