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Stop alla vendita
delle armi in Siria

· ​Appello del vescovo di Aleppo dei Caldei ·

«Basta con la politica dettata dagli interessi economici e strategici che incentivano il traffico di armi». È quanto ha affermato il vescovo di Aleppo dei Caldei, monsignor Antoine Audo, che ha lanciato un appello alla comunità internazionale sulla crisi umanitaria in corso in Siria. 

Solo negli ultimi tre mesi, sono più di novecento i civili uccisi, dei quali duecento bambini, a seguito degli scontri armati. Centrale, per il vescovo, trovare al più presto soluzioni politiche per sedare l’annoso conflitto tra le forze del regime governativo e i ribelli, attraverso il dialogo, il rispetto dell’uomo e della fede.

«Questi bombardamenti attorno a quella che viene chiamata “la strada di castello”, nel nord di Aleppo — ha dichiarato il presule caldeo a Radio Vaticana — avvengono perché il Governo cerca di bloccare la strada che porta in Turchia». Monsignor Audo ha raccontato di aver visto tanti bambini uccisi. «Però, non si deve parlare solo di questi bombardamenti, perché ce ne sono altri a opera di gruppi armati nelle città», che causano distruzione soprattutto nei quartieri cristiani. Noi, come Caritas — ha aggiunto il vescovo — «siamo sempre presenti per aiutare la gente, le persone ferite, con il programma medico e ricostruendo le case. La nostra è una situazione drammatica, di pericolo, sui due fronti del conflitto».

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27 maggio 2019

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