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Basta con la distruzione di Aleppo

· Drammatico appello dei responsabili delle Chiese locali ·

«Abbiamo ascoltato il pianto delle vedove e i lamenti dei bambini e abbiamo visto il panico sui volti della gente». È uno sconvolgente grido di dolore e di immane sofferenza quello lanciato ad Aleppo dal locale Consiglio dei capi delle confessioni cristiane, dopo i pesanti bombardamenti della città avvenuti la scorsa settimana, proprio in prossimità della Pasqua ortodossa, che come è noto è stata celebrata domenica scorsa, 12 aprile.

In un comunicato dal titolo «Resurrezione del Salvatore o sepoltura dei fedeli?» dai toni particolarmente drammatici, i leader cristiani riferiscono delle sofferenze e del «dolore intenso» provato dalla popolazione di Aleppo durante la settimana santa e nei giorni di Pasqua. E, soprattutto, della notte «in cui sono stati presi di mira i quartieri civili della città con granate a razzo la cui capacità distruttiva non avevamo mai sentito e visto prima d’ora».

Parole colme di angoscia e sconcerto. Testimonianza diretta di una realtà cruda e terrificante che sembra prendere corpo davanti agli occhi del lettore. «Siamo andati e abbiamo visto e abbiamo pianto: corpi estratti dalle macerie, brandelli attaccati alle pareti e sangue mescolato al suolo della patria. Decine di martiri di ogni religione e confessione, feriti e mutilati, uomini e donne, anziani e bambini». 

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22 maggio 2019

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