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Barbarie inaccettabile

· La conferenza episcopale francese prega per le vittime ·

Nizza, 15. «Questa tragedia va ad aggiungersi alla triste lista degli atti terroristici che gettano nel lutto il nostro Paese e altri Paesi del mondo da parecchi mesi. Qualsiasi ne sia la matrice, questa barbarie è inaccettabile, intollerabile. Il nostro Paese è stato colpito a morte proprio mentre viveva un momento di unità nazionale. 

La solidarietà nazionale sarà più forte del terrorismo». Reagiscono così i vescovi francesi al nuovo attentato avvenuto giovedì sera a Nizza. Monsignor Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale, ha invitato i cattolici a pregare per le vittime nella messa di domenica prossima. In risposta al vile attentato, la diocesi di Nizza ha messo a punto una serie di iniziative. Oltre a una celebrazione interreligiosa prevista nelle prossime ore, la cattedrale sarà aperta ininterrottamente, con sacerdoti e laici a disposizione dei visitatori per l’accoglienza e l’ascolto, momenti di preghiera e un quaderno bianco messo a disposizione per esprimere domande o “grida di dolore”. Il vescovo di Nizza, monsignor André Marceau, nell’esprimere profondo dolore, ha avvertito i francesi di «stare attenti» a non lasciarsi «sopraffare dall’odio, dalla violenza, dalle discriminazioni o dal ripiegamento su di sé. Bisogna evitarlo a ogni costo».

Un invito a riflettere su ciò che sta accadendo all’intera civiltà umana è stato rivolto dal patriarca di Mosca Cirillo. «L’attacco terroristico è il modo più terribile e disumano di intraprendere una guerra. Sono fortemente convinto che la vera risposta alla domanda su ciò che si intende per terrorismo contemporaneo può essere data solo alla luce di una comprensione religiosa dello stato attuale della moderna umanità».

Un appello affinché «al brutale attacco» si risponda con «un’azione positiva in spirito di unità» è stato lanciato da Georges Lemopoulos, a nome della segreteria generale del World Council of Churches. Lemopoulos ha auspicato che «nessuna comunità di minoranza possa diventare capro espiatorio dei crimini di pochi».

Infine, dolore e sgomento sono stati espressi da Heikki Huttunen, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee, l’organismo ecumenico che riunisce tutte le Chiese di tradizione protestante, ortodossa e anglicana del continente. «Come Chiese e uomini di fede — ha detto Huttunen — dobbiamo perseverare nel coltivare un’atmosfera di fiducia e accoglienza con tutte le persone di fede e di buona volontà».

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23 ottobre 2019

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