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Si riaccendono gli scontri a Bangui

· Dodici persone sono state uccise nel quartiere musulmano Pk5 ·

Un soldato della Minusca davanti alla grande moschea nel quartiere Pk5 a Bangui (Afp)

Dodici persone sono state uccise mercoledì negli scontri provocati dall’esplosione di una granata nel quartiere musulmano Pk5 a Bangui, ha indicato ieri all’agenzia France presse il Comitato internazionale della Croce rossa in Repubblica Centrafricana. Questa notizia è stata confermata dall’imam della moschea Ali Babolo, nell’enclave commerciale musulmana al centro di scontri dal mese di aprile.

La missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana (Minusca), con un dispiegamento di 10.000 militari, ha reso noto di aver aperto un’inchiesta per determinare le circostanze di queste violenze. I negozi del quartiere al cuore dell’attività economica della capitale sono rimasti chiusi. Una calma relativa è tuttavia tornata dopo settimane di tensioni che avevano bloccato tutte le attività, e anche il centro sanitario Henry Dunant, gestito dalla Croce Rossa e che si trova nel quartiere Pk5, ha potuto riaprire i battenti dopo un periodo di chiusura. Molti feriti a causa delle violenze di mercoledì sono stati accolti nel centro.

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