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Ban Ki-moon chiede
un miliardo di dollari

· Per fronteggiare l’epidemia di ebola in Sierra Leone, Liberia e Guinea ·

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato ieri un nuovo, pressante appello alla comunità internazionale per donare fondi alla lotta contro il virus dell’ebola. «Ebola — ha detto — è un enorme problema mondiale che richiede una risposta globale ed è ora che i Paesi che hanno davvero le capacità finanzino il miliardo di dollari di aiuti» richiesto per fronteggiare il virus.

Il fondo fiduciario lanciato dalle Nazioni Unite a settembre per combattere la malattia nei tre Paesi africani più colpiti dall’epidemia di febbre emorragica (Liberia, Guinea e Sierra Leona) ha raccolto appena centomila dollari, un’inezia rispetto a quanto servirebbe. I Paesi donatori hanno già versato quattrocentomila dollari direttamente alle agenzie Onu impegnate sul terreno, ma il Palazzo di vetro vorrebbe che il fondo fosse alimentato con generosità per usarlo come una risorsa di cassa flessibile in caso di necessità. E finora sono arrivati solo impegni (peraltro limitati, appena venti milioni) e non denaro contante. Di qui l’appello del segretario generale. E al termine, ieri, del vertice informale a Bruxelles tra i ministri della Salute, fortemente voluto dalla presidenza di turno italiana dell’Ue, è stato deciso di rafforzare i controlli in uscita nei tre Paesi africani e di istituire un coordinamento per la raccolta dati e la tracciabilità dei viaggiatori provenienti dall’Africa occidentale, con verifica anche sul rilascio dei visti. Bruxelles ha comunque ribadito che il rischio reale di un’epidemia in Europa è estremamente basso.

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