Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Bambini soldato nel conflitto afghano

· Denuncia in un rapporto delle Nazioni Unite ·

Tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto in Afghanistan, incluse le forze di sicurezza nazionali (come la polizia), reclutano minori: lo denuncia un nuovo rapporto delle Nazioni Unite presentato dal segretario generale, Ban Ki-moon, il quale ha chiesto la fine immediata dello sfruttamento dei bambini soldato nella guerra. I dati contenuti nel dossier sono comunque frammentari, a causa delle difficoltà di accesso alle zone di conflitto. Tuttavia sono sufficienti per accertare che tra il primo settembre 2008 e il 30 agosto 2010 (il periodo preso in esame dagli esperti Onu) in almeno ventisei casi, minori sono stati coinvolti in operazioni armate.

Sono almeno 1.795 i bambini uccisi o feriti nello stesso periodo in attentati suicidi, esplosioni di ordigni, attacchi da parte dei gruppi armati, incursioni aeree e perlustrazioni notturne condotte dalle forze filogovernative. Nell’esplosione di mine o munizioni, 568 bambini sono stati feriti o uccisi.

Da rilevare poi che secondo l’organizzazione non governativa afghana «Afghan rights monitor», nel 2010 in media due bambini sono stati uccisi ogni giorno in Afghanistan.

Nel frattempo la missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Afghanistan (Unama) si è detta preoccupata per i recenti avvenimenti che «potrebbero mettere in discussione l’indipendenza delle istituzioni elettorali e giudiziarie» del Paese. In un comunicato diffuso a Kabul si sostiene, in particolare, che l’Unama e i Paesi membri coinvolti «non sostengono azioni che possano compromettere l’integrità del processo elettorale che ha portato il 26 gennaio all’inaugurazione del Parlamento.

L’organismo, guidato da Staffan de Mistura, «prende atto della posizione della Commissione elettorale indipendente che è pronta a cooperare con la Corte suprema nell’affrontare specifici casi di rilevanza giudiziaria riguardanti le elezioni parlamentari del 2010».

Il futuro pacifico dell’Afghanistan, si afferma infine nel comunicato, «risiede nella costruzione di istituzioni democratiche solide basate sul funzionamento della legge e sul chiaro rispetto per la separazione dei poteri».

Ricorda l’agenzia Ansa che dopo l’ufficializzazione della lista dei 249 membri della Camera bassa (Wolesi Jirga) del Parlamento da parte della Commissione elettorale indipendente, decine di candidati sconfitti si sono ribellati denunciando brogli. Lo stesso presidente Hamid Karzai ha approvato la creazione, da parte della Corte suprema, di un tribunale speciale di cinque membri, che ha il compito di indagare su centinaia di denunce di brogli.

Si è appreso nel frattempo che le forze di sicurezza afghane, coadiuvate da unità della coalizione, hanno arrestato, in distinte operazioni, due leader del gruppo di opposizione armato Hezb-e-Islami, guidato da Gulbuddin Hekmatyar. In un comunicato diffuso dalla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza in Afghanistan (Isaf) si afferma, in particolare, che è stato arrestato, nel distretto di Charikar della provincia di Parwan, il responsabile per i media del gruppo, che era basato a Kabul. Senza rivelarne l’identità, l’Isaf sottolinea che l’uomo ha legami con gruppi di insorti attivi sia in Afghanistan, sia in Pakistan.

L’uomo in questione è poi sospettato di essere tra i responsabili dei sanguinosi attacchi compiuti a Kabul il 12 novembre 2010 e il 28 gennaio scorso. Il secondo uomo è stato catturato nella provincia sudorientale di Khost: guidava un gruppo di cinquanta miliziani.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE