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Tragedia senza fine


· Cresce il numero di vittime in Siria e Iraq ·

Una tragedia senza fine. Anche quest’anno il conflitto in Siria ha visto il maggior numero di vittime tra i civili, e in particolare tra i bambini. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani — Ondus, l’organizzazione con sede a Londra espressione dell’opposizione in esilio — dall’inizio dell’anno 313 civili, compresi 101 bambini e 34 donne, sono morti per denutrizione e assenza di medicinali nelle provincie di Damasco e di Homs, segnate dai combattimenti tra l’esercito e i ribelli. 

Bambini siriani tra le macerie dei combattimenti (Reuters)

A questi dati si aggiungono quelli, in questo caso documentati dall’Onu, delle centinaia di migliaia di bambini che vivono in condizioni difficilissime da sfollati, in patria o nei campi profughi all’estero. A complicare ulteriormente lo scenario siriano c’è stato nel giugno scorso l’offensiva del cosiddetto Stato islamico (Is), i cui miliziani si sono macchiati di innumerevoli stragi. Sempre secondo l’Ondus, sono quasi duemila i civili uccisi a colpi d’arma da fuoco, decapitati o lapidati in sei mesi nelle province siriane di Dayr az-Zawr, Al Hasaka, Ar Raqqah, Aleppo, Homs e Hamah, teatro dell’azione dell’Is.

Ma non è solo in Siria che si consumano tali atrocità. La guerra continua anche in Iraq: l’esercito governativo ha respinto ieri un nuovo attacco dell’Is contro la diga di Haditha, nella provincia di Al Anbar, uccidendo trenta miliziani e distruggendo otto veicoli blindati. Non ci sono invece conferme ufficiali dell’uccisione di sette soldati statunitensi in un attacco perpetrato dall’Is contro la base aerea di Ayn Al Asad, ancora nella provincia di Al Anbar. La notizia è stata diffusa ieri dal Site, l’organizzazione statunitense che monitora i siti internet dei gruppi jihadisti. Su uno di questi siti l’Is aveva rivendicato il lancio di una salva di razzi contro la base e, appunto, l’uccisione di sette soldati. Ayn Al Asad è la seconda più grande base aerea statunitense in Iraq.

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15 ottobre 2019

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