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Bambini in gabbia

· Ondata di indignazione anche negli Stati Uniti per il trattamento riservato ai giovanissimi migranti giunti dal Messico ·

Alla vigilia della giornata internazionale le Nazioni Unite chiedono protezione per tutti i rifugiati

Giovanissimi migranti latinoamericani nel centro di McAllen, in Texas (Epa)

«Sono profondamente preoccupato nel vedere sempre più situazioni in cui i rifugiati non ricevono la protezione di cui hanno bisogno e alla quale hanno diritto». Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite nel messaggio pubblicato alla vigilia della giornata internazionale del rifugiato, che si celebra domani, in quello che potrebbe apparire come un riferimento alla drammatica situazione dei bambini migranti (circa 2000 di cui cento sotto i 4 anni) separati dai genitori all’arrivo alla frontiera con gli Stati Uniti.

Molte testimonianze video e audio fatte circolare in queste ore mostrano piccoli profughi detenuti dietro reti metalliche, in condizioni a dir poco disumane, mentre invocano la presenza dei genitori. Grandissima è stata, negli stessi Stati Uniti, l’ondata di indignazione, in particolare dopo la diffusione delle immagini del centro di detenzione di McAllen, in Texas, dove i giovanissimi migranti latinoamericani sono stati raccolti in una struttura recintata, guardati a vista come pericolosi criminali.

I democratici hanno denunciato gli abusi e anche un crescente numero di repubblicani si sono detti contrari alla politiche dell’amministrazione. L’Onu ha definito «inaccettabile e crudele» il trattamento riservato ai bambini migrati, mentre Amnesty International ha parlato di «forme di tortura». Dura condanna anche da parte di tre ex first lady. Laura Bush sul «Washington Post» ha definito la politica della tolleranza zero «crudele, immorale e straziante». Michelle Obama ha sottolineato che «a volte la verità trascende il partito», mentre Hillary Clinton ha parlato di «crisi morale». Anche l’attuale first lady, Melania Trump, è intervenuta sottolineando che «un paese deve essere governato anche col cuore».

Il segretario alla sicurezza nazionale, Kristjen Nielsen, ha respinto le critiche, rilevando che «anche le amministrazioni Bush e Obama hanno separato le famiglie di immigrati. Quello che ora Trump vuole fare e applicare le leggi e trovare una soluzione che funzioni nel lungo termine». Nessun trattamento inumano, ha aggiunto, «stiamo solo proteggendo i bambini. Gli agenti stanno attuando le leggi approvate dal congresso e non devono scusarsi». Il presidente da parte sua ha difeso e rilanciato la sua linea della fermezza, criticando l’Unione europea per il suo atteggiamento con i rifugiati. «Non vogliamo che quanto sta accadendo con l’immigrazione in Europa accada da noi». Trump ha ammesso che la separazione dei bambini è «orribile», ma ha addossato la responsabilità ai democratici e alle leggi statunitensi sull’immigrazione, definite «le peggiori del mondo».

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