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Balcani da ricostruire

· A sei mesi dalla devastante alluvione la Caritas Italiana avvia la seconda fase degli interventi ·

Una catastrofe senza precedenti. Sei mesi fa, il 16 maggio scorso, una pesantissima alluvione ha devastato il cuore dei Balcani, interessando un’area grande quasi come la pianura Padana con un bilancio da bollettino di guerra: settantasei vittime (cinquantuno in Serbia; più di venti in Bosnia ed Erzegovina, anche se il dato non è mai stato reso ufficiale) e danni per 3,7 miliardi di euro. Soprattutto, un evento che ha fatto rivivere traumi da cui i due Paesi si stavano con fatica riprendendo dopo i conflitti degli anni Novanta: migliaia di sfollati, case distrutte, attività economiche e commerciali azzerate. Molti cittadini della Bosnia ed Erzegovina e della Serbia si sono trovati costretti a ripartire da zero, per l’ennesima volta. 

Per richiamare nuovamente l’attenzione su questa drammatica realtà tutt’altro che risolta e per rafforzare i legami di vicinanza e di solidarietà con le popolazioni di Bosnia ed Erzegovina e Serbia, la Caritas Italiana — da subito impegnata insieme ad altre organizzazioni internazionali sul fronte della prima emergenza — ha ora pubblicato un dossier dal titolo «6 mesi di solidarietà». Uno strumento, dunque, per dare conto del lavoro svolto e, soprattutto, rilanciare gli interventi.

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19 marzo 2019

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