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Avanzano le truppe di Assad

· Mentre Damasco approva la consegna di aiuti umanitari ·

Sostenute dai bombardamenti russi, le truppe governative continuano ad avanzare nel nord della Siria, dove hanno riconquistato 800 chilometri quadrati di territorio e 73 centri abitati dall’inizio di febbraio.

Inoltre le forze del presidente Assad hanno riconquistato una centrale elettrica a est di Aleppo da lungo tempo in mano ai miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is). Gli scontri si concentrano appunto nei dintorni di Aleppo, dove da giorni le forze di Assad hanno lanciato una massiccia offensiva per riprendere il controllo delle aree occupate dai ribelli. Dunque, mentre la diplomazia internazionale fatica a trovare una soluzione adeguata per riportare al tavolo delle trattative Governo e opposizione, la possibilità di una tregua stabile si allontana. E intanto ieri il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, e il re Salman dell’Arabia Saudita hanno avuto un colloquio sulla situazione regionale, concordando sull’opportunità di uno stop immediato dei bombardamenti e dell’uscita di scena di Assad, ipotesi cui Mosca e Teheran si oppongono con forza. I due leader si sono detti «preoccupati» per i combattimenti a nord di Aleppo e per la crisi umanitaria nella regione. Intanto, ieri il Governo di Damasco ha approvato la consegna di aiuti umanitari in sette zone assediate. L’Onu ha fatto sapere che «le agenzie umanitarie stanno preparando i convogli di aiuti».

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25 maggio 2019

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