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​Autonomia di una Chiesa

· ​Al concilio ortodosso esaminato il terzo documento ·

Icona (xiv secolo) sul «Trionfo dell’ortodossia» esposta al British Museum di Londra

Il 22 giugno il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha esaminato il testo intitolato «L’autonomia ecclesiale e la sua proclamazione», che figurava al terzo posto dell’ordine del giorno. Una Chiesa autonoma è, nell’ortodossia, una Chiesa locale che, senza essere autocefala, gode di prerogative d’indipendenza più o meno ampie in seno a quella della sua Chiesa madre.

La questione del riconoscimento e dello statuto delle Chiese autonome, che può sembrare piuttosto tecnica, riveste invece grande importanza nella Chiesa ortodossa, la cui organizzazione e la cui ecclesiologia si fondano sulla Chiesa locale.
La questione è stata oggetto di accesi dibattiti tra le Chiese ortodosse nel corso del XX secolo. Come è accaduto, per esempio, con la Chiesa ortodossa in Finlandia, un tempo parte della Chiesa ortodossa russa, che fu riconosciuta come autonoma dalla Chiesa di Costantinopoli nel 1923 e poi nel 1957 dal patriarcato di Mosca. Quando invece il patriarcato di Mosca concesse l’autonomia alla Chiesa ortodossa della Cina nel 1956 e a quella del Giappone nel 1970, entrambe le autonomie non furono riconosciute all’unanimità dalle altre Chiese ortodosse. 

da Chania Hyacinthe Destivelle

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20 marzo 2019

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