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Autobomba
al consolato italiano
del Cairo

· ​La preoccupazione del Pontefice in un messaggio al presidente egiziano ·

Il Cairo, 11. Una bomba è esplosa questa mattina al Cairo davanti al Consolato italiano, nel quartiere residenziale di Boulac. Una persona è morta e almeno sette sono rimaste ferite. In un telegramma a firma del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, inviato al presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, Papa Francesco ha espresso «viva preoccupazione» e «ferma condanna contro simili atti». 

L’edificio semidistrutto dall’esplosione (Ap)

Il Papa ha inoltre chiesto «a tutti gli attori politici e religiosi, a tutti i livelli, di unire i loro sforzi per combattere con sempre maggiore determinazione il flagello del terrorismo e promuovere la concordia e la solidarietà». Il Pontefice ha infine espresso «viva compassione per le famiglie e tutte le persone colpite da queste cieche violenze, assicurando la sua preghiera».

Stando al ministro degli Affari esteri italiano, Paolo Gentiloni, l’autobomba «è stata attivata a distanza». Per il titolare della Farnesina, «non c’è dubbio sul fatto che l’obiettivo fosse il consolato». Il ministro ha poi dichiarato che l’Italia non si fa intimidire e risponderà «con rinnovata determinazione».

Dal canto suo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato che l’attentato «conferma quanto grave sia il pericolo del terrorismo». Saremo — ha aggiunto — «a fianco dell’Egitto e di ogni altro Paese oggetto dei tentativi di destabilizzazione e invitiamo l’Ue e la comunità internazionale ad assumere iniziative efficaci e tempestive». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha avuto un colloquio con il capo dello Stato egiziano, Al Sisi. «L’Italia sa che quella contro il terrorismo è una sfida enorme che segna in profondità la storia del nostro tempo: Italia ed Egitto sono e saranno insieme nella lotta contro il terrorismo e il fanatismo» ha detto Renzi.

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