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​Aut aut di Obama
sulla Siria

· ​Mentre proseguono i bombardamenti russi e francesi contro obiettivi legati all’Is ·

La Russia e l’Iran devono decidere se vogliono ancora sostenere il presidente siriano, Bashar Al Assad, o «salvare lo Stato siriano cercando un Governo legittimo». È un aut aut senza precedenti quello posto oggi dal presidente statunitense, Barack Obama, al termine di un colloquio, oggi a Manila, con il premier canadese, Justin Trudeau, al vertice dell’Apec a Manila. «Non sarà sufficiente avere un processo politico formale che faccia restare Assad ancora al potere» ha detto Obama. «È inimmaginabile che si possa fermare la guerra civile, quando c’è una schiacciante maggioranza di persone in Siria che lo considerano un dittatore brutale e assassino. Non può riguadagnare legittimità». Al termine del g20 di Antalya, Obama e Putin avevano concordato di concentrare le forze nella lotta contro il terrorismo e di rinviare la questione del futuro politico di Assad — il principale punto di divergenza delle due potenze — a un secondo momento. E ieri sulla crisi è intervenuto anche il presidente Assad che ha detto di non volere impedire le elezioni. «Se i siriani vorranno elezioni presidenziali», non c’è «nessuna linea rossa» ha detto il leader siriano. Se i siriani non dovessero volermi, e io volessi rimanere agganciato al potere, questo sarebbe sbagliato». L’importante ora è «sconfiggere il terrorismo». Proseguono intanto senza sosta i bombardamenti in Siria contro obiettivi legati allo Stato islamico (Is). Mosca ha parlato ieri di «azioni massicce» che si concentrano nell’area di Raqqa, e dunque coinvolgono tutto il nord della Siria, occupato dai jihadisti, che controllano ancora centri importanti come Palmira, Deir Ezzor e Kobane. 

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