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Auspicio di pace
per il mondo intero

· Il viaggio di Papa Francesco in Bulgaria e in Macedonia del Nord ·

Avere la grazia di accogliere in meno di venti anni due Papi in terra bulgara capita raramente in una vita umana. Dopo la storica visita di Giovanni Paolo II — il primo Pontefice che ha messo piede in terra bulgara — nel 2002, il 5 maggio daremo il benvenuto a Papa Francesco a Sofia. Il Santo Padre giunge in Bulgaria come messaggero di pace, sulle orme di Angelo Roncalli, sotto il motto Pacem in terris, tratto dall’omonima enciclica di Giovanni XXIII. L’attesa e l’entusiasmo della gente — e parlo non solo dei cattolici — è molto grande. In questi mesi siamo stati contattati da moltissime persone, intellettuali, diplomatici, professori universitari, rappresentanti delle confessioni religiose che volevano esprimere la loro gioia per la visita del Pontefice. Papa Francesco è molto popolare in Bulgaria, le persone apprezzano la sua spontaneità, il suo impegno per i poveri e per la tutela dell’ambiente. La nostra speranza è che la sua visita possa trasformarsi in una festa della fede, della speranza e della carità per promuovere quei valori imprescindibili che stanno alla base della civiltà cristiana ed europea. Il suo pellegrinaggio a Sofia e Rakovski sarà un evento storico per tutti i bulgari, che aspettano la benedizione apostolica.

Incontro preparatorio per i bambini che,  nella chiesa del Sacro Cuore a Rakovski,  riceveranno la prima comunione durante  la messa celebrata da Papa Francesco

La Bulgaria ha una storia cristiana antichissima, è un popolo che ha avuto momenti difficili, i più recenti durante gli anni del comunismo, un periodo buio soprattutto per la Chiesa cattolica, ma la fede della gente è stata più forte. I cattolici sono presenti nel Paese da circa cinquecento anni ma i legami con Roma risalgono al IX secolo quando il re bulgaro Boris i che ha cristianizzato il Paese si rivolge a Papa Nicolò i per aiutarlo nella costruzione della nuova struttura ecclesiale bulgara.

A cavallo tra i secoli XII e XIII, il re Kaloyan unisce per lunghi anni la Chiesa bulgara alla Santa Sede. Nel XVIII secolo si distinguono i meriti dell’arcivescovo cattolico Petar Bogdan, autore della prima storia della Bulgaria, e dell’altro arcivescovo Filip Stanislavov, fondatore della prima tipografia nelle nostre terre. Sempre in quel periodo gli arcivescovi cattolici organizzano la grande rivolta contro l’impero ottomano di Ciprovzi.

Oggi la comunità cattolica conta circa settantamila fedeli, appena l’1 per cento della popolazione totale, siamo pochi, e per questo la nostra gioia per l’arrivo di Papa Francesco è ancora più grande. Siamo alle porte dell’Europa ma il Papa vuole onorarci con la sua presenza, confermarci nella fede, conoscere il nostro Paese, le nostre gioie e i nostri dolori. E di questo siamo particolarmente fieri. Negli ultimi mesi, mentre fervevano i preparativi per la visita, l’interesse nei confronti della comunità cattolica è cresciuto tantissimo, speriamo che questo continui anche dopo la visita.

Il Papa è aspettato non solo dai migliaia di fedeli che in massa si sono iscritti alla messa che sarà celebrata in piazza Alexander i, nel pomeriggio del 5 maggio, in modo particolare Francesco è atteso dai 242 bambini provenienti da tutto il Paese per i quali celebrerà il 6 maggio a Rakovski la messa con le prime comunioni. Questi ragazzini sono emozionatissimi perché la prima volta che si accosteranno al corpo di Cristo saranno accompagnati dal Papa stesso, e per loro e le loro famiglie sarà un momento indimenticabile per tutta la vita.

Quasi un secolo fa, un futuro Papa, monsignor Angelo Roncalli aveva notato che a Sofia regna un’atmosfera particolare: nel centro — noto come la piccola Gerusalemme — a pochi metri di distanza ci sono la cattedrale metropolitana ortodossa Sveta Nedelja, la concattedrale cattolica San Giuseppe, la sinagoga e la moschea «Banya Bashi». Sulla scia del suo predecessore e sullo sfondo di questo quadrilatero dei templi religiosi, accompagnato dai rappresentanti delle diverse confessioni, un altro Pontefice, Francesco, eleverà il suo messaggio di pace per il mondo intero proprio da Sofia. In tutti questi mesi di preparazione, noi, i cattolici bulgari, abbiamo pregato dopo ogni messa con una preghiera per la pace e per la buona riuscita del viaggio che finisce con queste parole: «Dio della pace, donaci pace nelle anime, perché possiamo dimostrare con la nostra vita che la pace sulla terra è possibile». Grazie alla preghiera e alla benedizione del Papa siamo sicuri che questo avverrà.

di Christo Proykov
Esarca apostolico e presidente
della Conferenza episcopale bulgara

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